SANTA TERESA DI GESÙ

1515 - 1582

Dottore della Chiesa

Madre Riformatrice dei Carmelitani Scalzi

Solennità, 15 ottobre

 Nascita

Teresa di Gesù (de Cepeda y Ahumada), nata in Avila (Spagna) nel 1515 e morta ad Alba de Tormes nel 1582, è universalmente riconosciuta come Maestra di dottrina e di esperienza spirituale, al punto che è stata la prima donna della storia alla quale è stato riconosciuto (da Paolo VI, nel 1970) il titolo di Dottore della Chiesa. Ella stessa ci ha lasciato il racconto della sua vita, ma l’ha narrata come storia di un “incontro d’amore” tra lei e Cristo. 

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di F. Iacopo Iadarola ocd

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Non posso non provare simpatia per l'ultima uscita dei Mienmiuaif, band musicale di marito e moglie di cui abbiamo già parlato e chi si spiega qui in cinque punti. Da allora si stan facendo sempre più strada, chiamati da ultimo a Radio Maria per delle puntate mensili in cui testimoniano il loro amore matrimoniale a suon di canzoni da loro composte. Era naturale quindi che ne nascesse anche un minialbum, che ha da poco visto la luce: "Quando saremo piccoli".

di P. Stefano Conotter ocd

S.-TERESA-DI-GESUC’è un breve scritto di Teresa che è pieno di fresco umorismo a dispetto del suo strano titolo: il Vejamen (l’Offesa, dal verbo latino vexare). In esso Teresa risponde alla richiesta del vescovo di Avila di scrivere un giudizio sui testi dei suoi amici, che cercavano di spiegare il significato delle parole interiori udite dal Signore: “Cercati in Me”.

In questo testo Teresa scrive affettuosamente a proposito della spiegazione data da Giovanni della Croce: “La sua risposta contiene una dottrina così eccellente che servirebbe a meraviglia per chi volesse fare gli esercizi della Compagnia di Gesù, ma qui è fuor di luogo… Dio mi liberi da gente così spirituale che vuol ridurre ogni cosa, a proposito o a sproposito, alla contemplazione perfetta! Tuttavia bisogna essergli riconoscenti per averci così bene spiegato ciò che mai gli abbiamo chiesto”. Ancora più simpatico è quello che scrive dell’amato fratello Lorenzo: “Ha detto di più di quanto sapeva, e in grazia del buon umore che ci ha procurato, gli perdoniamo volentieri la poca umiltà d’essersi messo in cose così alte, come lui stesso ne conviene nella sua risposta…”

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Il nuovo Dizionario di Santa Teresa (a cura delle Edizioni OCD dei Padri Carmelitani Scalzi) si inserisce come strumento utilissimo di studio e di approfondimento della sua dottrina ed esperienza. Teresa d’Avila ha conosciuto i limiti e le debolezze dell’umanità, le contraddizioni e i rischi del cammino spirituale, le profondità del proprio “castello interiore”, abitato e illuminato dalla presenza divina, i vertici della vita mistica, la concretezza e la fatica del quotidiano. Ha vissuto con una profonda lacerazione interiore gli eventi della riforma protestante e della divisione della Chiesa, come pure due modi contrapposti di vivere la vocazione claustrale: alla ricerca di se stessi e del mondo, oppure in un cammino ascetico e mistico di ricerca di Dio.  

di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ocd

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Il cherubino di Teresa e la Teresa di Cherubini…

Non tutti sanno che l'arcinoto musicista e dj Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è un aficionado sfegatato della nostra Santa Madre Teresa d’Avila: “Le donne che si interessano molto del divino non hanno tutte le rotelle a posto, secondo me. E infatti la mia amata Teresa d’Avila non era mica tutta sana di mente, o forse lo era troppo. Le donne sono l’ultima cosa che il Dio biblico ha creato in ordine di apparizione dopo di che si è detto soddisfatto, giusto? E allora loro sono la cosa che più assomiglia a Dio, e per questo sono esonerate dalla ricerca, loro hanno già trovato, non devono andare in cerca di un bel niente. Beate loro…”1.

di P. Giacomo Gubert ocd

sciacca

Sfogliando una “autorevole e completa” presentazione della filosofia di Michele Federico Sciacca (1908-1975) [Metafisica dell’integralità, di Alberto Caturelli, Ares, Milano, 2008], l’amato nome di “Teresa” ha catturato la mia attenzione. Vi ho scoperti, dunque! Teresa e Michele Federico furono e sono amici. Ne è nata una piccola ricerca, la frammentata narrazione di quest’amicizia terrestre e, da quasi cinquecento e da più di quarant’anni, anche celeste.

L’indizio

Alberto Caturelli (1927-2016), filosofo argentino recentemente scomparso, amico dello Sciacca e autore del mirabolante Il nuovo mondo riscoperto [Ares, Milano, 1992], ha sparato il colpo di pistola scrivendo: “Come dice santa Teresa, la santa più amata da Sciacca, il mondo ci si mostra come «tutto che non vale niente» in relazione a «tutto ciò che vale» ...” [op. cit., p. 293].

Un filosofo per amico

Scoperta la piccola notizia, restava da fare tutto il resto. Per dirla all’inverso, che cosa significa avere “un filosofo per amico”? Teresa è per Michele Federico solo una santa protettrice o ha giocato un ruolo riconoscibile nel pensiero di colui che l’elesse quale “santa più amata”?

di F. Iacopo Iadarola ocd

carver

In questi giorni in cui si avvicina il Natale, in dolce attesa, ci siamo ricordati di un testo di Raymond Carver. Uno dei grandi nomi della letteratura americana, scrittore di periferia e poeta di periferie, che ha speso la sua vita e la sua letteratura in anonime storie di sobborghi, fra lavori saltuari di falegnameria e corsi di scrittura creativa. La sua prosa ha fatto scuola per il suo essere essenziale, scarna, “senza trucchi” e purtuttavia trasudante di umanità. Le sue storie, tutte brevi, sono storie di piccoli avvenimenti quotidiani, della piccola media borghesia americana, in cui non succede niente di speciale: eppure proprio in quel niente, come in un satori a buon mercato, come in un avvento profano, esplode qualcosa di speciale: “accade cioè qualcosa che cambia il modo in cui il personaggio vede se stesso e di conseguenza il mondo”. Esempio emblematico ne è il suo racconto più famoso, La cattedrale, in cui un cieco insegna a un vedente come disegnare una cattedrale su un foglio di carta, così, per ammazzare il tempo in un momento di noia: e la cosa meravigliosamente divenne come niente nella sua vita finora.