di P. Aldino Cazzago ocd

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Vent’anni fa, il 6 gennaio 2001, al termine del Grande Giubileo del Duemila, Giovanni Paolo II firmava la lettera apostolica Novo millennio ineunte. In quel testo il pontefice tracciava un primo bilancio delle grandi celebrazioni giubilari che avevano coinvolto milioni di cattolici in tutto il mondo e specialmente nella città di Roma e gettava un primo sguardo sul futuro della Chiesa.

di P. Fabio Roana ocd

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Nella solennità carmelitana di San Giovanni della Croce di quest’anno pandemico 2020 siamo stati davvero grati al vescovo Marco Busca per aver celebrato la Messa insieme alla nostra comunità nella chiesa di Santa Teresa e San Giuseppe di Mantova. Sullo sfondo della pandemia in corso, cogliendone il senso di “notte oscura”, nell’omelia egli ci ha offerto una riflessione sulla grazia possibile nella prova che stiamo vivendo. Il Santo anche oggi ci indica la via all’Unico necessario. E i padri carmelitani hanno un compito prezioso in un tempo di notte come questo. Proponiamo alla meditazione di tutti le parole del vescovo di Mantova, sia nella registrazione video che nella versione scritta (in calce).

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Per commemorare l'odierna solennità del Santo Padre Giovanni della Croce ci sembrano quanto mai opportune e attuali le parole che gli dedicò san Giovanni Paolo II nella sua lettera apostolica Maestro della fede, sulla perenne attualità dell'insegnamento del santo spagnolo per affrontare con piglio mistico e di fede tutte le notti, individuali od epocali, che dobbiamo traversare: "Sofferenze fisiche, morali o spirituali, come la malattia, la piaga della fame, la guerra, l’ingiustizia, la solitudine, la mancanza del senso della vita, la stessa fragilità della esistenza umana, la coscienza dolorosa del peccato, la apparente assenza di Dio".

di P. Fabio Roana ocd

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L’8 dicembre di quest’anno 2020, solennità dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria e 150° anniversario della proclamazione di San Giuseppe a Patrono della Chiesa universale, papa Francesco ci ha fatto il regalo di una meditazione in forma di lettera apostolica sul Custode del Redentore, intitolata Patris corde (Con cuore di padre), desiderando esprimere «ciò che nel [proprio] cuore sovrabbonda», per «accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio». Non solo, ma il papa ha indetto un Anno di San Giuseppe (8 dicembre 2020 - 2021), concedendo speciali indulgenze che sono state elencate in un apposito decreto della Penitenzieria Apostolica.

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In questo cinquantenario del conferimento del titolo di Dottore della Chiesa alla nostra Santa Madre Teresa d'Avila, nel 1970, ricordiamo i simpatici aneddoti attraverso cui vi si arrivò dalla viva voce del Servo di Dio Anastasio Ballestrero (tratto da Rivista di Vita Spirituale 39 [1995], 667-682).

Il magistero di Teresa di Gesù, Dottore della Chiesa: la preparazione immediata

Nel settembre 1995 abbiamo ricordato i 25 anni del Dottorato di S. Teresa di Gesù: la prima donna dichiarata Dottore della Chiesa. Prima di approfondire il significato ecclesiale e spirituale di questo avvenimento, credo che valga la pena raccontare qualche cosa che riguarda la sua attuazione e che ho avuto la fortuna di vivere personalmente.