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Ricorre oggi il 21° anniversario del conferimento del titolo di Dottore della Chiesa a S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (ed anche il 10° della beatificazione dei suoi genitori!). Riportiamo, come eccellente chiave interpretativa e visione sintetica del magistero teresiano-lexoviense, l'Udienza generale che Benedetto XVI dedicò alla nostra santa il 6 aprile 2011:

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di P. Fabio Pistillo ocd

Per commemorare la solennità della Santa Madre Teresa d'Avila, quest'anno ricorrente il giorno immediatamente seguente a quello in cui viene canonizzato il papa Paolo VI, possiamo ascoltare una parte della sua omelia per la proclamazione di santa Teresa dottore della Chiesa il 27 settembre 1970. Il Pontefice con una buona pronuncia spagnola pronuncia queste epocali parole: “Santa Teresa è la prima donna a cui la Chiesa conferisce il titolo di Dottore”.

Qui di seguito riportiamo il testo tradotto dell'omelia e il testo originale:

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Ricorre oggi l'anniversario della proclamazione della Santa Madre Teresa di Gesù come Dottore della Chiesa universale, avvenuta il 27 settembre 1970. Per celebrare questa lieta ricorrenza segnaliamo ai nostri lettori due numeri di Quaderni Carmelitani interamenti dedicati al magistero teresiano e al suo profondo valore ecclesiale, pieni di articoli e approfondimenti di eminenti teresianisti, della nostra Provincia veneta e non. I due numeri sono consultabili e scaricabili qui sotto:

di F. Iacopo Iadarola ocd

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Un inquieto desiderio...

Il Santo Padre Francesco, nel suo recente viaggio nei Paesi Baltici, ci offre l'occasione di vagliare un prezioso e poco conosciuto insegnamento di S. Giovanni della Croce. Lo ha citato nell'appassionato discorso ai sacerdoti, religiosi, consacrati e seminaristi tenutosi nella cattedrale di Kaunas lo scorso 23 settembre:

"Siamo noi, uomini e donne di speciale consacrazione, coloro che non possono mai permettersi di perdere quel gemito, quell’inquietudine del cuore che solo nel Signore trova riposo (cfr S. Agostino, Confessioni, I,1,1). L’inquietudine del cuore.

di F. Iacopo Iadarola ocd

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L’ultima esortazione apostolica di Papa Francesco sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, more solito, lascia spiazzati. Confidando in altri per il compito di contestualizzare e approfondire opportunamente questa preziosa tessera nel mosaico del magistero pontificio, vorrei condividere in questo articolo quanto di intimamente carmelitano risuona nell’appello di Francesco. E non mi sto riferendo tanto alle preponderanti citazioni di autori carmelitani – almeno una dozzina[1] – quanto a quello che mi sembra essere il leitmotiv di tutto il documento, al di là delle esplicite citazioni: l’idea che la santità coincida in primo luogo, prima ancora di prendere in considerazione percorsi etici, ascetici e di perfezione, con l’offerta totale di sé. E che “cos’è un’esistenza carmelitana? Offerta di tutto il proprio essere al Dio di Gesù Cristo, affinché Egli usi e consumi quest’essere secondo il suo amoroso beneplacito per l’opera della redenzione. Si deve riconoscere in essa la vera identità dell’amore del prossimo con l’amore di Dio”[2].