di P. Giuseppe Furioni ocd

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Il Carmelo, che si considera totus marianus, tutto rivolto a Maria, mai si è ritenuto indifferente davanti al rosario e, certamente, tutti coloro che partecipano di questo carisma, consacrati e laici, tendono a recitarlo quotidianamente[1].

di F. Iacopo Iadarola ocd

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(articolo pubblicato su Rivista di Vita Spirituale 71 - 2-3/2017)

Una nuova via per la santità

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” (Gv 15,13). Sono degni di speciale considerazione ed onore quei cristiani che, seguendo più da vicino le orme e gli insegnamenti del Signore Gesù, hanno offerto volontariamente e liberamente la vita per gli altri ed hanno perseverato fino alla morte in questo proposito. È certo che l’eroica offerta della vita, suggerita e sostenuta dalla carità, esprime una vera, piena ed esemplare imitazione di Cristo e, pertanto, è meritevole di quella ammirazione che la comunità dei fedeli è solita riservare a coloro che volontariamente hanno accettato il martirio di sangue o hanno esercitato in grado eroico le virtù cristiane”.

di F. Iacopo Iadarola ocd

Gracian

La data del 21 settembre, oltre che la festa dell'Evangelista Matteo, offre a noi carmelitani il ricordo della nascita al cielo di uno dei grandi padri del Carmelo riformato, il Servo di Dio P. Girolamo della Madre di Dio (1545-1614, meglio conosciuto col suo cognome Gracián). Imbevuto dell'insegnamento della Santa Madre Teresa, insieme al Santo Padre Giovanni della Croce fu a lei carissimo e da lei prescelto per la propagazione tra i frati carmelitani scalzi dello spirito della Riforma da lei iniziata: "ben si vide esser egli aiutato da Sua Divina Maestà e averlo scelto nostra Signora medesima per la salvezza del suo Ordine" (Fondazioni 23,13). Fu il primo Provinciale dei carmelitani scalzi, e la Santa Madre fece uno speciale voto di obbedienza perenne nei suoi confronti. 

di P. Aldino Cazzago ocd

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Dopo aver illustrato in un precedente articolo la nascita del culto mariano nei primi secoli della storia dell’Ordine Carmelitano (XIII-XV), ci soffermiamo ora a delineare il legame spirituale tra due grandi sante carmelitane e la Vergine Maria.

Per festeggiare la nostra Edith Stein, monaca carmelitana patrona d'Europa, pubblichiamo il decreto sull'eroicità delle virtù con cui venne beatificata nel 1987 da S. Giovanni Paolo II. Ottimo documento per ripercorrere la sua vita e la sua santità.

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«Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal. 6, 14).
Come Paolo trova il tesoro in Cristo crocifisso, così anche la Serva di Dio Teresa Benedetta della Croce, nel secolo Edith Stein, trova la ricchezza della sua vita spirituale non nella sapienza di Cristo, o nella sua potestà e maestà, ma nel mistero dell'umiltà, sofferenza e morte di Cristo in croce. Tale mistero si sforzò di comprenderlo e di viverlo intimamente e profondamente per la salvezza degli uomini e per il popolo dell'antica alleanza. «Non l'umana attività ci salverà, ma soltanto la Passione di Cristo». Così parlò Edith Stein alla priora del monastero del Carmelo di Colonia, dove stava per entrare.