a cura delle Carmelitane Scalze di Venezia

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Un culto con radici antiche

Già dalla seconda metà del XV secolo, i Carmelitani celebravano con grande venerazione la festa di san Giuseppe e furono i primi, nella Chiesa latina, a comporre un ufficio liturgico dedicato al Santo Patriarca. In seguito, con la Riforma di santa Teresa di Gesù, il santo acquista un posto pregevole nella spiritualità carmelitana, diventando uno degli elementi più caratteristici del carisma teresiano.

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Oggi, secondo il Martirologio romano (edizione ufficiale del 2004), ricorre la memoria del beato Bertoldo, rievocato con queste parole: "Sul monte Carmelo in Palestina, beato Bertoldo, che, soldato, fu ammesso tra i fratelli che su questo monte avevano abbracciato la vita monastica e, in seguito, eletto priore, affidò la pia comunità alla Madre di Dio".

di P. Iacopo Iadarola ocd

teresina primo piano

Letture liturgiche: Ger 31,31-34; Sal 50; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33

Gv 12, 20 Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. 21 Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 22 Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23 Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. 24 In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26 Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27 Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! 28 Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!». 29 La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30 Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32 E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33 Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

62ma settimanaSpiritualita2 700x350

Tra il 14 e il 18 marzo 2021 si svolgerà al Teresianumin modalità online attraverso la piattaforma Zoom, la 62ma  Settimana di Spiritualità, l’appuntamento che ogni Anno Accademico, nel secondo semestre, mette a fuoco una particolare tematica di Spiritualità. L’edizione del 2021 porrà al centro della riflessione il tema «La Spiritualità ha bisogno della Chiesa? Tra ideali, disagi e speranze». Qui di seguito le relazioni, che si terranno tra le ore 16:00 e le ore 18:00, e i relatori (fra cui il nostro P. Antonio Maria Sicari) in programma:

di P. Iacopo Iadarola ocd

don giulio clovio purificazione tempioLe origini di una lieta ricorrenza

“Rallegrati Gerusalemme, e voi tutti che l'amate, riunitevi. Esultate e gioie, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell'abbondanza della vostra consolazione!” (Is 66,10-11)
Ecco l'appello esultante del Profeta che canteremo con l'Antifona d'Ingresso di Domenica prossima, IV di Quaresima, detta Domenica Laetare proprio dalla traduzione latina del primo verbo dei versetti appena citati. Versetti che ci introducono al cuore della pedagogia quaresimale, con cui la liturgia da molti giorni ormai ci sta conducendo per mano verso la patria pasquale. Riassumono perfettamente, infatti, quella che nella tradizione bizantina1 - da cui si origina proprio la Domenica Laetare - viene chiamata “radiosa tristezza” o “gioioso dolore” (in greco è l’unico vocabolo charmolýpe, coniato da S. Giovanni Climaco2), quella profonda attitudine mistica che la Santa Quaresima vuole coltivare nei nostri cuori.