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Segnaliamo che il 24 e il 25 febbraio la nostra parrocchia di S. Teresa d'Avila, in Roma, ospiterà un corso di formazione per educatori di bambini tenuto dalle catechiste dell'Istituto Notre-Dame de Vie, fondato dal beato Maria Eugenio di Gesù bambino (di recente ricordato da Papa Francesco nei suoi auguri natalizi alla Curia romana!). 

di P. Rosario Bologna ocd

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Vacanza degli studenti Movimento Ecclesiale Carmelitano a Passo Cereda (30/12 - 2/1/2018)

Perché una festa si possa dire pienamente riuscita, sono sempre necessari tre ingredienti: il festeggiato, gli invitati e il motivo per fare festa. La vacanza invernale degli studenti del Movimento Ecclesiale Carmelitano – trascorsa, secondo tradizione ormai più che decennale, a Passo Cereda (TN) a cavallo dell’ultimo dell’anno – non si è fatta mancare nessuno di questi tre.

“Chiamati alla festa” è stato lo slogan scelto per questi giorni…e non poteva esserci titolo migliore! Sin da subito, infatti, nella preparazione della vacanza è stato chiaro quello che volevamo offrire ai nostri ragazzi: la riscoperta di un Dio che fa felice il cuore e che vuole fare festa con ogni uomo.

di P. Ermanno Barucco ocd

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Buon anno. Buon 2018. Felice anno nuovo. Santo anno. Santo? Abbiamo le formule “Santa Pasqua” o anche “Santo Natale” e questo può aiutarci magari ad augurare “Santo anno”, senza confonderlo con l’“Anno santo” che è il Giubileo proclamato dalla Chiesa per riscoprire la misericordia di Dio in alcuni anni particolari.

Ma “Anno santo” può diventare l’augurio “Santo anno”? Dobbiamo forse riandare all’episodio in cui Gesù, riprendendo il profeta Isaia, aveva proclamato di essere il consacrato inviato da Dio ad annunciare “un anno di grazia del Signore” (Lc 4,19; Is 61,1-2), l’anno giubilare della pienezza dei tempi.

di P. Marco Paolinelli ocd

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Eccomi di nuovo a voi

Sabato 14. Subito dopo pranzo prendo un taxi per Itaosy; vado in banca, perché devo finire di pagare le ultime due case del villaggio di Ambodivoanjo. Dopo le estenuati operazioni di alcune delle quali comprendo il senso mentre di altre no, finalmente esco, e dopo qualche minuto mi trovo sorpreso da una pioggia violenta proprio in un tratto di strada senza ripari; arrivo finalmente ad appiattirmi contro un muro sotto una tettoietta che mi ripara la nuca ma non la faccia, quando mi sento chiamare ‘Dove va, Padre?’, e senza perder tempo in troppe spiegazioni mi trovo dentro il furgoncino della coppia di medici che hanno costruito la loro casa a fianco del nostro villaggio di Antsahamasina.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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Ormai alla vigilia di Natale, la quarta domenica di Avvento è tutta rivolta al mistero che deve accadere all’indomani, alla presenza di Dio dentro la storia dell’umanità. Il re Davide lo fa dal punto di vista della promessa, l’apostolo Paolo dal punto di vista del compimento, l’evangelista Luca dal punto di vista della contemplazione.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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Domenica gaudete è la terza di Avvento, come recita l’antifona d’ingresso alla liturgia eucaristica: «Rallegratevi nel Signore», secondo le parole di S. Paolo ai Filippesi. La domenica della gioia, dunque, per cui anche i colori dei paramenti da viola si “stingono” in un rosaceo meno severo. E introdotto già dalla parola di Dio della seconda di Avvento, al centro del Vangelo c’è il precursore, il più grande tra i nati di donna, mentre fa capolino ­– con il suo Magnificat che costituisce il salmo responsoriale – la evangelicamente più piccola del regno dei cieli, la Vergine Maria.

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Il mistero di Maria, e in particolare il segreto dell’Immacolata, racchiuso nei titoli di “piena di Grazia” e di tota pulchra: sono questi gli spunti che Papa Francesco ha sviluppato nell’Angelus dello scorso 8 dicembre e sui quali è poi tornato, nel pomeriggio, in occasione della tradizionale supplica alla Madonna a Piazza di Spagna. Su questi spunti, sabato 9 dicembre, è stato chiesto un breve commento a P. Fabio Silvestri - P. Maestro degli Studenti nella nostra Comunità di Brescia - in diretta su Radio Vaticana: per contemplare Maria, “piena di Dio”, e mai invecchiata dal peccato, cioè sempre “giovane” nell'Amore.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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La seconda domenica di Avvento risponde alle struggenti invocazioni del profeta Isaia: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi…». Dio viene a consolare il suo popolo e lo fa inviando il Figlio suo, Gesù Cristo, preceduto da un araldo, Giovanni Battista che proclama un battesimo di penitenza.

«Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio». Incomincia così il testo evangelico di Mc 1,1-8.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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Il tempo di Avvento – come la Quaresima – si caratterizza per il colore viola. Ci si può legittimamente domandare la ragione della scelta di un colore liturgico di carattere penitenziale. Se questo è comprensibile per la Quaresima, che senso avrebbe per l’Avvento, quelle quattro settimane in cui ci si appresta ad attendere la venuta del Salvatore? Non dovrebbe essere il senso dell’attesa e della speranza, e dunque un colore che evidenzia piuttosto un sentimento di letizia, di gaudio (come appunto ci richiamano i misteri del Rosario)?