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«Sapevo bene come la pensavo in fatto di fede. Ero dispostissima ad affrontare mille morti piuttosto di dare a credere che trasgredissi una minima cerimonia della Chiesa o andassi contro a una verità della Sacra Scrittura» (V 33,5).

Per prepararci alla prossima Domenica della Parola di Dio (24 gennaio 2021) condividiamo volentieri coi nostri lettori la voce "Bibbia" di Alfonso Ruiz, tratta dal Dizionario di Santa Teresa, a cura di T. Alvarez, Edizioni Ocd, Roma 2016, 82-89.

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Domani sera,  giovedì 7 gennaio, dalle ore 18.10 alle ore 19.40, la dott.sa Francesca  Bianchi - che lavora presso il nostro negozio di Venezia -  terrà una conferenza sulla piattaforma Zoom dedicata all’Acqua di Melissa.

di P. José Vicente Rodríguez ocd

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Anche santa Teresa di Gesù e san Giovanni della Croce durante la loro vita hanno dovuto fare i conti con il dramma di una pandemia, il «catarro universale» del 1580. La Santa ne fu minata nella salute, fino alla morte due anni dopo. Il Santo, al tempo fondatore e rettore del collegio carmelitano della città universitaria di Baeza, in Andalusia (1579-1582), prodigò ogni cura agli ammalati a lui affidati. Intanto in quel 1580 a Medina del Campo, in Castiglia, egli perse la madre, Caterina Álvarez, vittima di un’epidemia d’influenza che fu forse per la prima volta a diffusione globale. Per commemorare la canonizzazione del padre del Carmelo riformato (27 dicembre 1726) proponiamo alcune pagine che ci fanno intravedere in quella circostanza la sua grandissima umanità.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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Ormai alla vigilia di Natale, la quarta domenica di Avvento è tutta rivolta al mistero che deve accadere all’indomani, alla presenza di Dio dentro la storia dell’umanità. Il re Davide lo fa dal punto di vista della promessa, l’apostolo Paolo dal punto di vista del compimento, l’evangelista Luca dal punto di vista della contemplazione.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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Domenica gaudete è la terza di Avvento, come recita l’antifona d’ingresso alla liturgia eucaristica: «Rallegratevi nel Signore», secondo le parole di S. Paolo ai Filippesi. La domenica della gioia, dunque, per cui anche i colori dei paramenti da viola si “stingono” in un rosaceo meno severo. E introdotto già dalla parola di Dio della seconda di Avvento, al centro del Vangelo c’è il precursore, il più grande tra i nati di donna, mentre fa capolino ­– con il suo Magnificat che costituisce il salmo responsoriale – la evangelicamente più piccola del regno dei cieli, la Vergine Maria.

di P. Aldino Cazzago ocd

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Quarant’anni fa, il 30 novembre 1980, prima domenica di Avvento, alla recita dell’ Angelus Giovanni Paolo II annunciò che di lì a pochi giorni sarebbe stata pubblicata l’enciclica Dives in misericordia, la seconda del suo pontificato. Scopo principale dell’enciclica era, come disse egli stesso, «di ricordare l’amore del Padre, rivelato in tutta la missione messianica di Cristo, incominciando dalla sua venuta nel mondo fino al mistero pasquale della sua croce e della risurrezione». Il 2 dicembre successivo l’enciclica venne presentata nella Sala Stampa vaticana.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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La seconda domenica di Avvento risponde alle struggenti invocazioni del profeta Isaia: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi…». Dio viene a consolare il suo popolo e lo fa inviando il Figlio suo, Gesù Cristo, preceduto da un araldo, Giovanni Battista che proclama un battesimo di penitenza.

«Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio». Incomincia così il testo evangelico di Mc 1,1-8.

di P. Giuseppe Furioni ocd

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Il tempo di Avvento – come la Quaresima – si caratterizza per il colore viola. Ci si può legittimamente domandare la ragione della scelta di un colore liturgico di carattere penitenziale. Se questo è comprensibile per la Quaresima, che senso avrebbe per l’Avvento, quelle quattro settimane in cui ci si appresta ad attendere la venuta del Salvatore? Non dovrebbe essere il senso dell’attesa e della speranza, e dunque un colore che evidenzia piuttosto un sentimento di letizia, di gaudio (come appunto ci richiamano i misteri del Rosario)?

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Questi esercizi spirituali sono stati scritti da fra Olivier Rousseau, ocd (del Convento di Avon presso Parigi) insieme ad un gruppo di lavoro carmelitano e si basano sulla vita esemplare, sugli scritti e sui pensieri di Barbe Avrillot in Acarie (in religione suor Maria dell’Incarnazione, carmelitana scalza), la «Bella Acarie». L’invio in lingua italiana è organizzato dai carmelitani austriaci in collaborazione con le Edizioni OCD di Roma e col nostro P. Giacomo Gubert.