di P. Ermanno Barucco ocd

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QUARTA PARTE: CONSONANZE CARMELITANE (fine)

Dopo aver introdotto la Salve Regina nella sua dimensione storica (prima parte), poetica (seconda parte) e biblica (terza parte) abbiamo gli elementi che ci permettono di comprendere un po’ meglio perché nel Carmelo questa preghiera e il suo canto siano stati “prediletti”. Tra la spiritualità mariana del Carmelo e la teologia di questa antifona si sono indubbiamente create alcune consonanze storiche, poetiche e bibliche che ora cerchiamo di presentare in una prospettiva unitaria che potrebbe apparire come un’interpretazione carmelitana della Salve Regina.

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di María del Puerto Alonso ocd

Il nostro padre e fratello San Giovanni della Croce ebbe un'infanzia molto difficile. Perse il padre in tenera età, conobbe la fame, la miseria, imparò a svolgere numerosi lavori senza riuscire ad identificarsi con nessuno. Un nostro confratello disse in diverse occasioni che Giovanni aveva tutte le qualità per essere "il patrono degli amareggiati". Ciononostante le testimonianza dei suoi processi di beatificazione e canonizzazione insistono sul fatto che egli era un uomo affabile e sereno. Un uomo convinto della presenza della misericordia di Dio nella sua vita e nella storia dell'umanità.

San Giovanni non esitava nel chiamare Dio "Padre di misericordia". E comincia così la  sua famosa "Orazione dell'anima innamorata": 

«Signore Dio, mio Diletto! Se il ricordo dei miei peccati ancora ti trattiene dal concedermi ciò che ti domando, fa' pure, riguardo ad essi, mio Dio, la tua volontà, che è la cosa che io desidero sopra ogni altra; ma, deh! usa la tua bontà e misericordia, e nel perdono di essi sarai conosciuto» (Sentenze, 25).

di P. Ermanno Barucco ocd

Triptique Salve Regina - van der Weyden Tournai - aperto

TERZA PARTE: L'ISPIRAZIONE BIBLICA (continua)

Nella prima e nella seconda parte abbiamo presentato rispettivamente un’introduzione storica della Salve Regina e un’analisi dello stile poetico che la rende unica e profonda tanto da conquistare i cuori dei fedeli cristiani. Ma per comprendere perché questa preghiera è stata fatta oggetto di predilezione nel Carmelo dobbiamo pure fare un percorso nell’ispirazione biblica che la caratterizza.

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di María del Puerto Alonso ocd

Juana Fernández Solar nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900. Fin dalla sua adolescenza si sentì irresistibilmente attratta da Cristo. Giovane devota, sportiva e serena, cercò di essere un angelo di pace in mezzo alle difficoltà familiari. Il 7 maggio 1919 fece il suo ingresso nel monastero carmelitano di Los Andes e le fu dato il nome di Teresa di Gesù. Morì il 12 aprile dell'anno seguente, dopo aver fatto la sua professione religiosa. I suoi scritti e il santuario dedicato a lei a Los Andes diffondono la sua spiritualità in Cile e in tutto il Sudamerica.

Teresa di Los Andes visse molto poco, soltanto per 19 anni. Ed è stata condizionata dalla sua epoca, nella quale la relazione con Dio era caratterizzata, in gran parte, dal timore. Ma nei suoi brevi scritti e nelle sue lettere si scorge una grande evoluzione: la misericordia di Dio diviene mano a mano e in maniera sempre più radicale la protagonista della sua vita.

di P. Ermanno Barucco ocd

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SECONDA PARTE: LA STRUTTURA POETICA E TEMATICA

Nella prima parte abbiamo introdotto brevemente la Salve Regina riguardo alla sua origine storica e al modo in cui gli Ordini religiosi l’hanno adottata a partire dal XII secolo, in particolare come l’hanno trasmessa ai Carmelitani che ne faranno un canto di “predilezione”. Per comprendere almeno un po’ questa predilezione offriamo innanzitutto un’analisi di questa preghiera nella sua dimensione poetica.