...attraverso un polittico della tradizione carmelitana e un testo di papa Francesco (Amoris Laetitia, n. 65)

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Fotografie e composizione: P. Ermanno Barucco ocd

Il Polittico di sant’Anna, madre della Vergine Maria, un’opera attribuita a Jan II van Coninxloo (1489-1555?) e conservato nella chiesa di Saint-Denis de Forest (Bruxelles), riprende anche alcuni episodi della tradizione carmelitana e permette così di contemplare i misteri principali della Santa Famiglia con uno sguardo carmelitano.

di P. Antonio Maria Sicari ocd

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La felicità

La musica è data dalla Felicità.

La felicità è una cosa seria, la più seria che ci sia in questa vita, al punto che il discorso programmatico di Gesù è quello delle “otto beatitudini” o delle “otto felicità”. La felicità è contemporaneamente desiderio di vita, di amore, di bontà, di bellezza, di unità: di tutto, insomma, ma tutto proiettato all’infinito.

di P. Agostino Pappalardo ocd

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Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo” (sull’argomento puoi vedere: Catechismo…, dal n. 638 al n. 646) e spiega: “Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l’anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: «Vi ho trasmesso…, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture…» (1Cor 15)

di P. Antonio Maria Sicari ocd

74-Freedom-and-PeaceLa libertà

«Nella costruzione dell’io, la libertà nasce dall’obbedienza e l’obbedienza nasce dalla libertà». 
«Quando si ama, la parola preferita dall’uomo libero è il sì». 
«La nostra libertà diventa obbedienza (= ascolto) quando ci sentiamo chiamati da chi ci ama: cioè, quando la vita diventa vocazione». 
«Se mi sento chiamato dall’amore, che posso fare se non rispondere? Ed è così che io divento responsabile: uno che risponde liberamente».

Libertà e obbedienza sono le due parole chiave su cui si scontrano due progetti totalmente diversi. Nella società in cui viviamo non è difficile ascoltare ampi e solenni proclami in difesa delle libertà individuali. Ci viene suggerito in mille modi che abbiamo il diritto di essere liberi e che esser liberi significa poter fare tutto quello che si vuole. Ci viene perciò inculcato il giudizio che l’obbedienza è un limite (salvo quando la si impone ai bambini piccoli - poca, però!).

Spesso però la libertà, così accarezzata e venerata, assomiglia a quella di un animale addestrato che ripeterà sempre gli stessi gesti: è libero solo di muoversi lungo un percorso già tracciato! Così molti si sentono “liberi” solo perché possono scegliere dentro le stesse mode, possono correre dietro agli stessi piaceri, possono coltivare gli stessi hobbies e gli stessi vizi, possono seguire le stesse ideologie e optare per schieramenti già prefissati. Dentro la grande schiavitù, si possono poi godere mille piccole libertà soporifere. 

di P. Antonio Maria Sicari ocd

il-posto-delle-fragole

La tristezza dei senza-cuore

Purtroppo il nostro piccolo, grande cuore è così fatto da poter presagire il divino (“Chi sei tu che colmi il mio cuore della tua Assenza?”), ma anche da poter essere ferito e lacerato dalla meschinità. Così il vecchio e inaridito professore Isak Borg – protagonista de Il posto delle fragole (I. Bergman, 1957) – sul finire della vita, compie per necessità un viaggio in compagnia della giovane nuora incinta (che egli ha sempre disprezzato). Dalla sua tenace dolcezza impara che “solo la speranza e l’amore sono i giudici dell’agire umano” e, in grazia di questo primo vero incontro della sua vita, riscopre quest’antica preghiera imparata in anni giovanili: «Dov’è colui che io cerco dovunque? / Il mio desiderio di Lui è cresciuto fin dall’aurora, / ma alla fine del giorno non l’ho ancora trovato. / Il mio cuore ora si infiamma, scorgendone le tracce / e so che Egli è presente dove spuntano i fiori / e dove la sorgente sgorga dalla terra. / L’aria che respiro è piena del suo amore, / e il vento d’estate mi porta la sua voce».