di P. Agostino Pappalardo ocd

pranziniteresina

«Ma in che cosa consiste il “potere” regale di Gesù? Non è quello dei re e dei grandi di questo mondo; è il potere divino di dare la vita eterna, di liberare dal male, di sconfiggere il dominio della morte. È il potere dell’Amore, che sa ricavare il bene dal male, intenerire un cuore indurito, portare pace nel conflitto più aspro, accendere la speranza nel buio più fitto.

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La «Rivista di Vita Spirituale» ha pubblicato recentemente (numeri 1, 2 e 3 del 2015) uno strumento di lavoro che può aiutarci a meglio comprendere, meditare e fare nostro il ciclo di Elia. Si tratta di una lettura in forma di analisi narrativa di 1Re 16,29 - 2Re 2,18, testo che riveste un’importanza particolare per i carmelitani visto il loro legame con il grande profeta biblico. Ne proponiamo qui alcuni passi (per le note rinviamo alla rivista). L'autore è un frate della nostra Provincia veneta, F. Fabio Roana ocd.

Nella Bibbia, a cavallo dei due Libri dei Re, troviamo una sezione caratterizzata dalla presenza di Elia, una figura che segna profondamente la tradizione ebraico-cristiana, a partire dalla Scrittura stessa (2Cr 21,12-20; Sir 48,1-12; 1Mac 2,58; Ml 3,22-24; il Nuovo Testamento con trenta ricorrenze). Ma com’è il testo che ci tramanda la sua storia? Chi ne è l’autore? Quale mondo esso dischiude? Contiene al suo interno gli elementi sufficienti per la sua interpretazione oppure richiede un’estensione dei suoi limiti? Inoltre, a partire da tale testimonianza, cosa si può dire di Elia? Quali personaggi costellano le vicende che lo riguardano? È proprio lui il protagonista? In che ambiente si trova a vivere? Come racconta questa storia il narratore? A chi si rivolge? Sono necessarie una competenza specifica e una collaborazione attiva da parte del lettore oppure no? Qual è il messaggio del racconto? Perché finisce per essere tanto importante? Queste sono alcune delle domande che un’analisi narrativa può aiutare a risolvere e sulle quali lo studio che segue cercherà di riflettere, sulla base di un manuale introduttivo e di alcuni altri sussidi essenziali, come traduzioni, commentari, bibbie commentate e studi biblici di vario tipo; il tutto però incentrato su una lettura per quanto possibile attenta del testo così com’è – almeno in una sua traduzione affidabile –, con l’intento di far parlare questo rendendolo meglio intelligibile.

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gambalungaPresentiamo ai nostri lettori questa breve intervista di Mariarosaria Petti a P. Romano Gambalunga ocd, Postulatore generale dell'Ordine e padre della nostra Provincia veneta, pubblicata sulla neonata rivista dedicata ai santi coniugi Martin, "Famiglia Martin". Sarà inoltre ospite della trasmissione Cristianità (Rai Italia) che andrà in onda domenica 18 ottobre e che avrà come argomento proprio la canonizzazione dei due santi genitori di S. Teresa di Lisieux. Per chi volesse approfondire la conoscenza di questa nuova coppia di santi, raccomandiamo la lettera del Padre Generale del nostro Ordine ad essi dedicata.

«La storia di Luigi e Zelia è uscita per me dalla genericità delle quattro notizie che qualunque carmelitano possiede, pochi mesi dopo essere diventato postulatore, nel 2012. Si stava infatti svolgendo a Valencia la fase diocesana del processo sul miracolo, allora presunto e ora felicemente confermato dal giudizio della Madre Chiesa»: è così che padre Romano Gambalunga, classe 1970 di origine trentina, ha conosciuto Luigi e Zelia Martin. Ordinato sacerdote nel 1997, il carmelitano è dal 2004 docente invitato al Teresianum. Nei primi mesi del 2012 frequenta i corsi organizzati dalla Congregazione per le Cause dei Santi ottenendone il Diploma e diventando Postulatore Generale dell’Ordine.

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Riportiamo la lettera inviata dal Padre Generale all'Ordine per la canonizzazione dei coniugi Luigi e Zelia Martin, che avverrà Domenica prossima 18 ottobre. Scarica qui il testo completo.

 

di F. Francesco Conte ocd

teresagoDalle stampe "Van Westerhout" del 1726

Non ci è certo nuova l’espressione «Teresa, amica di buoni libri», usata per riferirsi alla nostra Santa Madre con l’intenzione di sottolineare quanto alcune letture particolari (di antica tradizione o più recenti) possano averla influenzata, o meglio aiutata nel definire in un certo modo la sua esperienza di religiosa carmelitana e il suo messaggio per il Carmelo rinnovato e per la Chiesa tutta. In questa sede vogliamo presentare, anche solo per brevi tratti, il legame particolarissimo di Teresa di Gesù con sant’Agostino, proprio nel momento in cui la santa "scopre" le Confessioni e trova per la prima volta una conferma e un conforto a quello che lei stessa stava vivendo.