di F. Iacopo Iadarola ocd

thumb wadi ain es-siah1° tappa: Italia-Tel Aviv-Haifa-Wadi ‘ain es-Siah

Dal 14 al 27 aprile un gruppetto di 14 persone, fra Padri e giovani in formazione della nostra Provincia veneta, ha ricevuto la grande grazia di partecipare ad un pellegrinaggio assolutamente sui generis in Terra Santa, sui passi di Gesù. E non in senso metaforico, ma in senso letterale questo gruppo dei pellegrini ha camminato con marce di 15 o anche 30 km giornalieri per visitare i principali luoghi segnati dalla vita terrena di Nostro Signore, da Nazareth a Gerusalemme passando per il lago di Tiberiade e Gerico. Ma muovendo i primi passi, com’è naturale per un gruppo di carmelitani, là dove quest’ordine religioso è nato, sulle falde del Monte Carmelo.

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teresina primo piano

Letture liturgiche: Ger 31,31-34; Sal 50; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33

Gv 12, 20 Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. 21 Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 22 Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23 Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. 24 In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26 Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27 Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! 28 Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!». 29 La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30 Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32 E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33 Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

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don giulio clovio purificazione tempioLe origini di una lieta ricorrenza

“Rallegrati Gerusalemme, e voi tutti che l'amate, riunitevi. Esultate e gioie, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell'abbondanza della vostra consolazione!” (Is 66,10-11)
Ecco l'appello esultante del Profeta che canteremo con l'Antifona d'Ingresso di Domenica prossima, IV di Quaresima, detta Domenica Laetare proprio dalla traduzione latina del primo verbo dei versetti appena citati. Versetti che ci introducono al cuore della pedagogia quaresimale, con cui la liturgia da molti giorni ormai ci sta conducendo per mano verso la patria pasquale. Riassumono perfettamente, infatti, quella che nella tradizione bizantina1 - da cui si origina proprio la Domenica Laetare - viene chiamata “radiosa tristezza” o “gioioso dolore” (in greco è l’unico vocabolo charmolýpe, coniato da S. Giovanni Climaco2), quella profonda attitudine mistica che la Santa Quaresima vuole coltivare nei nostri cuori.

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El Greco purificazione ritagliatoLetture liturgiche: Es 20,1-17; Sal 18; 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25

Gv 2, 13 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15 Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16 e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 17 I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. 18 Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19 Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20 Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22 Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. 23 Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24 Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo. Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo.

a cura delle Carmelitane Scalze di Cividino

pentolameAnche per una comunità teresiana, il lavoro è OBBEDIENZA a Dio, signore del tempo, che offre all'uomo peccatore la possibilità di guadagnarsi il pane col sudore della fronte, ma è pure occasione in cui si mettono a frutto i talenti che il Signore ha consegnato a ciascuna sorella, affinché siano utilizzati con sapiente umiltà e creatività per il bene comune.
Una comunità teresiana vive il lavoro come SERVIZIO, nella gioiosa e generosa disponibilità reciproca, che fa crescere la carità e l'unità nella comunità, ed insieme è aiuto ai fratelli e ai poveri
che, sempre più numerosi, bussano alla nostra porta.