2. La crescita del desiderio dell’unione con Dio

di P. Ermanno Barucco ocd

Le due grandi tappe dell’Avvento…
Il tempo dell’Avvento non è solo segnato dalle figure tematiche delle quattro domeniche che lo scandiscono (il ritorno del Figlio dell’uomo, la figura di Giovanni Battista e poi quelle di Maria Vergine e di Giuseppe), ma anche dal ritmo in due grandi tappe: la prima che va dalla prima domenica di Avvento fino al 15 dicembre e la seconda caratterizzata da un desiderio più ardente nell’attesa della venuta del Signore con la Novena di preparazione al Natale (dal 16 al 24 dicembre). La prima tappa mette l’accento sulla seconda venuta di Cristo nella gloria alla fine dei tempi, la seconda tappa ci fa attendere il ritorno del Signore rivivendo la sua prima venuta nella nostra carne mortale.

1. Ogni anima come Maria

di P. Giuseppe Furioni ocd

Quando si pensa al Natale nel Carmelo, ritornano alla mente i versi poetici di S. Teresa d’Avila e della Beata Elisabetta della Trinità, la danza di Giovanni della Croce con la statua del Bambino Gesù tra le mani o quella sua Romanza nella quale le lacrime umane del Figlio di Dio incarnato si confondono con la gioia celeste infusa nel cuore degli uomini; e ancora le pie ricreazioni di Teresa di G.B., la struggente meditazione sul mistero della Natività di Edith Stein. Nonché le mille altre rappresentazioni che si sono svolte e che si svolgono nei monasteri e nei conventi di tutto il mondo.
E per quanto riguarda l’Avvento?

di P. Fabio Pistillo

Teresa è universalmente conosciuta per la preghiera: è maestra di preghiera. Il brano riporta la definizione di santa Teresa sull’orazione mentale. Il perché, il bene e il segreto della preghiera risiedono nell’amicizia con Gesù a cui è chiamato ogni uomo. Gesù offre ad ogni persona la sua amicizia: è questo il bene prezioso, il tesoro della nostra vita. Gesù ci chiama amici, la nostra risposta: accogliere l’amico.

di P. Rodolfo Girardello ocd

anastasioQuando il già famoso cardinale e padre Ballestrero moriva nel giugno 1998 nel suo ritiro di Bocca di Magra, in tutto l'Ordine si pensava quanto avesse lavorato e - soprattutto ultimamente - pregato per la Chiesa e per il Carmelo. Se lo si andava a salutare, lo si trovava sempre in atteggiamento contemplativo, pronto però a dire anche due parole di fede e amicizia, come gli veniva spontaneo con quel suo stile affascinante. Era davvero un uomo da proporre ai giovani e ai vecchi; e infatti piaceva agli uni e agli altri. E adesso la Chiesa torinese ha accettato di introdurre la sua causa di beatificazione (cfr. Avvenire, 10 ottobre).

Lettera del Preosito Generale, P. Saverio Cannistrà, in occasione del IV centenario della nascita del Venerabile Fra Lorenzo della Risurrezione.

Cari fratelli e sorelle,
in occasione del Capitolo Generale tenutosi ad Avila nel 2009, i frati chiesero che nell’anno 2014 e sulla soglia del quinto centenario della nascita della nostra Madre Teresa di Gesù, noi commemorassimo il quarto centenario della nascita di uno dei suoi figli spirituali, nato nel 1614. Un umile frate carmelitano non-sacerdote, umile ma amatissimo da molti cristiani nel mondo intero e persino dai non-cristiani: fra Lorenzo della Resurrezione. I suoi scritti semplici ma pertinenti e luminosi, sono stati tradotti e rieditati fino ad oggi in molte lingue.
Nel 1991, in occasione del terzo centenario della sua morte, il nostro P. Camilo Maccise, allora Preposito Generale, scrisse una lettera di grande valore sulla spiritualità e la missione di fra Lorenzo (cf. Acta OCD, 1991-1992, pp. 451-458). Anch’io vorrei parlarvi brevemente di questo figlio del Carmelo a partire dalle due grandi tappe della sua vita, entrambe significative. Dapprima, il “giovane laico” Nicolas Herman – tale era il suo nome civile – quindi “il fratello laico OCD” Lorenzo della Resurrezione.