di P. Antonio Maria Sicari ocd

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La tristezza dei senza-cuore

Purtroppo il nostro piccolo, grande cuore è così fatto da poter presagire il divino (“Chi sei tu che colmi il mio cuore della tua Assenza?”), ma anche da poter essere ferito e lacerato dalla meschinità. Così il vecchio e inaridito professore Isak Borg – protagonista de Il posto delle fragole (I. Bergman, 1957) – sul finire della vita, compie per necessità un viaggio in compagnia della giovane nuora incinta (che egli ha sempre disprezzato). Dalla sua tenace dolcezza impara che “solo la speranza e l’amore sono i giudici dell’agire umano” e, in grazia di questo primo vero incontro della sua vita, riscopre quest’antica preghiera imparata in anni giovanili: «Dov’è colui che io cerco dovunque? / Il mio desiderio di Lui è cresciuto fin dall’aurora, / ma alla fine del giorno non l’ho ancora trovato. / Il mio cuore ora si infiamma, scorgendone le tracce / e so che Egli è presente dove spuntano i fiori / e dove la sorgente sgorga dalla terra. / L’aria che respiro è piena del suo amore, / e il vento d’estate mi porta la sua voce».

di P. Stefano Conotter ocd

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A cominciare da venerdì 19 febbraio ci siamo trovati a Marciaga, nella nostra casa per ritiri, per un giorno e mezzo di intensa formazione sul percorso di catechesi Vieni e seguimi. Eravamo in 16 catechisti o genitori da Verona, Trento, Prato, Genova assieme alle due educatrici Emmanuelle da Madrid e Simone da Arras nel Nord Est della Francia. Questa sessione conclude il ciclo di tre tappe sulla catechesi dei bambini di 7-8 anni iniziata tre anni fa a Verona. Precedentemente si era svolta a Trento, su un arco di tre anni, a partire dal 2011, la formazione alla catechesi dei bambini di 5-6 anni.

di P. Antonio Maria Sicari ocd

Knocking-at-the-DoorSono qui descritti, in maniera appena accennata – si tratta, appunto, di tracce – i passi di un cammino d’amore che vogliamo intraprendere. Sono le premesse necessarie per poter contemplare il Volto e pronunciare il Nome di Colui che ci è “assolutamente necessario”: Gesù Cristo. Siamo d’accordo con Madeleine Delbrêl, una grande Mistica dei nostri tempi, che scriveva ai suoi amici:

«È inaudito sapere Dio così vicino a noi, è stupefacente saper il suo Amore talmente possibile in noi e su di noi, e non aprirgli questa porta unica e semplice del nostro cuore».

Una strada da percorrere assieme

Uno dei compiti più belli che la vita ci affida è quello di custodirci reciprocamente. Lo sappiamo già, anche solo pensando alla maniera “sacra” con cui siamo stati plasmati: dal di dentro di una persona umana (che per noi resterà sempre “unica”: la nostra mamma) e dal di dentro di una famiglia che ci protegge nel tempo della crescita. Ma dovremmo anche saperlo da tutti gli incontri buoni e fecondi che facciamo nella vita (con gli altri familiari, con insegnanti e educatori, con gli amici). È un fenomeno umano universale che potremmo chiamare “generosità” perché la parola stessa evoca alla nostra mente tutte le persone buone, incontrando le quali ci sentiamo “ri-generati”.

Elisabeth de la Trinité Carmélite

di Maria del Puerto Alonso ocd

Elisabetta della Trinità, nonostante la sua giovane età, rivela nella sua vita una evoluzione molto chiara rispetto alla mosericordia di Dio. Non dimentichiamoci che nacque in una Francia giansenista, dove il timore di Dio sconvolge i fedeli, riempiendoli di turbamento, scrupoli e abbattimenti. 

Un paio di anni prima di entrare al Carmelo la giovane francese assiste a delle catechesi e prende nota sul suo diario dei sermoni ascoltati.

a cura delle Carmelitane Scalze di Cividino

Tappezzeria Avignon XVIIsec r

Tutti coloro che visitano un monastero carmelitano portano con sé la certezza di avere incontrato una famiglia religiosa "contenta", che sa trasmettere una gioia non di circostanza o epidermica, ma talmente reale da contagiare anche gli altri. In effetti, la gioia al Carmelo non è tanto un sentimento, che può accompagnare certi momenti belli della vita e poi passare, quando vengono meno le condizioni per assicurarlo.