SANTA TERESA DI GESÙ

1515 - 1582

Dottore della Chiesa

Madre Riformatrice dei Carmelitani Scalzi

Solennità, 15 ottobre

 Nascita

Teresa di Gesù (de Cepeda y Ahumada), nata in Avila (Spagna) nel 1515 e morta ad Alba de Tormes nel 1582, è universalmente riconosciuta come Maestra di dottrina e di esperienza spirituale, al punto che è stata la prima donna della storia alla quale è stato riconosciuto (da Paolo VI, nel 1970) il titolo di Dottore della Chiesa. Ella stessa ci ha lasciato il racconto della sua vita, ma l’ha narrata come storia di un “incontro d’amore” tra lei e Cristo. 

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di P. Giacomo Gubert ocd

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Nella Hannover dell’ultimo quarto del Seicento, alla corte del duca guelfo Giovanni Federico di Brunswick-Lüneburg, diventato cattolico in Italia nel 1665, Teresa d’Avila ebbe un altro grande estimatore oltre al già ricordato Gottfried Wilhelm Leibniz, a cui il capoluogo della Bassa Sassonia ha intitolato l’università ed un famoso biscotto. Non che si possa comparare colui che Mircea Eliade considerava l’ultimo homo universalis della storia culturale europea, con l’umile danese Niels Stensen (latinizzato in Niccolò Stenone), morto a Schwerin, il 25 novembre 1686 (secondo il calendario giuliano) in povertà e senza assistenza religiosa.

Significativa è tuttavia la relazione spirituale che legò il naturalista, geologo, anatomista e vescovo danese con santa Teresa d’Avila. All’indomani della sua ordinazione presbiterale, ricevuta a Roma nel 1675, Niels Stensen chiese di poter aggiungere ai voti di verginità e povertà che professò, quello “teresiano” (1560) di scegliere sempre, in ogni cosa, il “più perfetto” alla maggiore gloria di Dio (cfr. Vita, 35,10). Considerava questo il modo autentico di imitare ed amare il Signore.

di P. Agostino Pappalardo ocd

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Teresa d’Avila, meditando sulla preghiera del Padre Nostro, e trattandone in modo approfondito nel suo celebre libro Cammino di perfezione, quando affronta la domanda: Dacci oggi il nostro pane quotidiano, ci sorprende perché per lei al centro della richiesta, insegnataci da Gesù, non vi è tanto e solo il pane meramente materiale (come forse la stragrande maggioranza di persone immagina) quanto e soprattutto il Pane più sublime: la Santissima Eucaristia.

di Pedro Paricio Aucejo

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Non tutte le scoperte personali sono una novità per il mondo, ma l’impatto che la loro scoperta produce nel nostro animo fa sì che prendiamo coscienza della trascendenza di ciò che si è incontrato. Questo è ciò che mi capitò nel leggere il prologo a una edizione di qualche decina di anni fa della Vita di Santa Teresa di Gesù. Mi si mostrò per la prima volta l’influenza della Santa in Leibniz, cosa che è già risaputa dagli studiosi di entrambi, ma che, con una inusuale profondità, mi aprì gli occhi sulla popolarità della mistica castigliana, la cui vita e la cui opera hanno una ripercussione che supera le barriere dello spazio e del tempo.

dalla Curia Generale dell'Ordine

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Gli eventi vissuti in Finlandia in occasione della celebrazione del V Centenario della nascita di santa Teresa sono stati un autentico spazio di incontro ecumenico e universale teresiano, in questo Paese conosciuto come il più luterano del mondo.
Alcune centinaia di persone hanno partecipato an Helsinki alla solenne celebrazione del “compleanno”, organizzato dai Carmelitani secolari nelle sale parrocchiali della cattedrale di sant’Enrico. Ricordiamo in particolare la declamazione di due poemi di ispirazione teresiana composti da poeti contemporanei finlandesi non cattolici.
È anche da sottolineare il fatto che, negli ultimi quindici anni, nove studenti di teologia nell’università di Helsinki abbiano investigato su tematiche teresiane; uno di loro ha presentato una tesi su “Santa Teresa alla luce delle teorie mistiche medievali”.

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Riportiamo le parole pronunciate da P. Saverio Cannistrà ocd, Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi, il 2 settembre 2013, in occasione dell’inaugurazione del IV Congresso Internazionale Teresiano di Avila, dedicato al Castello Interiore.

«Vorrei condividere con voi una piccola esperienza di lettura. Mi capitò tra le mani qualche giorno fa un testo di una poetessa polacca che è deceduta l’anno scorso: Wisława Szymborska, che molti di voi conosceranno per il fatto che ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1996. La poesia si intitola “Conversazione con una pietra”:

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Riportiamo l'omelia del P. Generale in occasione della chiusura dell'anno teresiano, pronunciata il 14 ottobre nella Chiesa di S. Teresa, ad Avila. 

«Siamo giunti alla fine di questo anno, in cui abbiamo commemorato il quinto centenario della nascita della santa Madre Teresa, un anno ricco, intenso, pieno di eventi, incontri, emozioni. Per noi membri della famiglia teresiana, inoltre, oggi non si conclude solo un anno di celebrazioni, ma tutto un cammino di preparazione, iniziato sei anni fa, attraverso il quale abbiamo ripercorso gli scritti e il messaggio che la Madre ci ha lasciato. In questo anno sono state dette e scritte tante cose suggestive e interessanti su santa Teresa che verrebbe quasi la voglia di restare in silenzio, per assimilare ciò che abbiamo letto e ascoltato e per passare a mettere in pratica quanto abbiamo appreso: “callar y obrar”, come direbbe san Giovanni della Croce. Credo, in effetti, che questo debba essere fatto e come Ordine, nel Capitolo Generale del maggio scorso, abbiamo previsto un programma per questo sessennio, che ci permetta di far seguire alla “lectio” di Teresa una seria “meditatio” e “actio”, capaci di coinvolgere il nostro modo di vivere, di pensare e di testimoniare il carisma teresiano nella chiesa e nel mondo di oggi.