SANTA TERESA DI GESÙ

1515 - 1582

Dottore della Chiesa

Madre Riformatrice dei Carmelitani Scalzi

Solennità, 15 ottobre

 Nascita

Teresa di Gesù (de Cepeda y Ahumada), nata in Avila (Spagna) nel 1515 e morta ad Alba de Tormes nel 1582, è universalmente riconosciuta come Maestra di dottrina e di esperienza spirituale, al punto che è stata la prima donna della storia alla quale è stato riconosciuto (da Paolo VI, nel 1970) il titolo di Dottore della Chiesa. Ella stessa ci ha lasciato il racconto della sua vita, ma l’ha narrata come storia di un “incontro d’amore” tra lei e Cristo. 

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di F. Iacopo Iadarola ocd

meseta

Il Santo Padre Francesco ci ha donato una miliare omelia con cui commemorare la chiusura dell’anno teresiano indetto per il quinto centenario della nascita della Santa Madre: figura a lui molto cara, tanto da far apporre la sua effigie sulla medaglia coniata per il terzo anno di pontificato. Partendo dalle letture della messa celebrata in S. Marta il 15 ottobre (Rm 3,21-30; Lc 11,47-54), ricorrenza della santa di Avila, il Papa ha voluto evidenziare quella che presumibilmente è stata la grazia più grande ricevuta dalla santa, ancor più dei meravigliosi fenomeni ed esperienze mistiche che ella ha vissuto: “la grazia di capire gli orizzonti dell’amore”. 

teresapatronadispagna

Per festeggiare la Santa Madre Teresa d'Avila pubblichiamo - tratta da "Illustrissimi" - una lettera del cardinale Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I, a lei idealmente indirizzata. Scritta nell'ottobre 1974 ma freschissima e attualissima ancor oggi, se non per il fatto che a condividere il titolo di Dottore della Chiesa si è aggiunta, rispetto ai tempi del Papa buono, un'altra donna, la recentemente festeggiata Teresa di Lisieux. En passant, segnaliamo inoltre un bell'articolo apparso nei giorni scorsi su Avvenire, "Teresa D'Avila architetta dell'anima", consultabile qui. Ma ecco di seguito il testo della lettera del cardinale Luciani spiritualmente spedita alla Santa:

Cara Santa Teresa, Ottobre è il mese della vostra festa: ho pensato che mi permettereste di intrattenermi per iscritto con Voi. Chi guarda al famoso gruppo marmoreo, nel quale il Bernini vi presenta trasverberata dalla freccia del Serafino, pensa alle vostre visioni ed estasi. E fa bene: la Teresa mistica dei rapimenti in Dio è pure una vera Teresa. Ma è vera anche l’altra Teresa, che mi piace di più: quella vicina a noi, quale risulta dall’autobiografia e dalle lettere. E’ la Teresa della vita pratica; che prova le stesse nostre difficoltà e le sa superare con destrezza; che sa sorridere, ridere e far ridere; che si muove con spigliatezza in mezzo al mondo ed alle vicende più diverse e tutto ciò in grazia delle abbondanti doti naturali, ma più ancora della sua costante unione con Dio.

di P. Angelo Lanfranchi ocd

Santa Teresa

Il punto d’avvio della ricca e complessa iconografia teresiana è il ritratto dipinto a Siviglia nel 1576 da fra Giovanni della Miseria (Giovanni Narducci) su ordine del Padre Graciàn, allora Provinciale della Riforma. Santa Teresa vi è rappresentata a mezzo busto, di tre quarti, le mani giunte in preghiera, rivolta verso una colomba; un cartiglio circonda la testa leggermente aureolata e porta il testo latino: Misericordias Domini in aeternum cantabo (Sal 88,2; cfr. Lettera del 19 novembre 1581). L’aureola e il cartiglio risalgono all’epoca della beatificazione della Madre, mentre la colomba è stata probabilmente dipinta subito dopo la sua morte (infatti, già nel 1588 ritroviamo la stessa composizione in una stampa che s’ispira al ritratto di Siviglia). 

di F. Francesco Conte ocd

teresagoDalle stampe "Van Westerhout" del 1726

Non ci è certo nuova l’espressione «Teresa, amica di buoni libri», usata per riferirsi alla nostra Santa Madre con l’intenzione di sottolineare quanto alcune letture particolari (di antica tradizione o più recenti) possano averla influenzata, o meglio aiutata nel definire in un certo modo la sua esperienza di religiosa carmelitana e il suo messaggio per il Carmelo rinnovato e per la Chiesa tutta. In questa sede vogliamo presentare, anche solo per brevi tratti, il legame particolarissimo di Teresa di Gesù con sant’Agostino, proprio nel momento in cui la santa "scopre" le Confessioni e trova per la prima volta una conferma e un conforto a quello che lei stessa stava vivendo.

di F. Iacopo Iadarola ocd

papaconsacrati

Si sta svolgendo in questi giorni a Roma l’Incontro Mondiale dei Giovani Consacrati e Consacrate, dal titolo ‘Svegliate il mondo – Vangelo, Profezia, Speranza’, organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica nell’ambito dell’Anno della Vita Consacrata (15-19 settembre), con più di 4.000 giovani consacrati e consacrate provenienti da ogni parte del mondo (tra cui Iran, Filippine, Costa d’Avorio, Zimbabwe).

di Pedro Paricio Aucejo

cioranteresa

All’inizio degli anni ’70, Fernando Savater introdusse nel mondo accademico spagnolo l’opera dello scrittore e filosofo rumeno Emil Cioran (1911-1995). Questo intellettuale provocatorio, dal pensiero controverso e alternativo, fu, nel tempo in cui visse, il grande teorico dello scetticismo, della disperazione e dell’insuccesso. Preoccupato da temi come la futilità e decadenza della vita, la noia, l’assurdo, la sofferenza, la agonia, la tirannia della storia o della morte (si sentì attratto dall’idea del suicidio), la sua opera manifesta una moltitudine di sentimenti intensi e violenti allo stesso tempo che la trascinano in una atmosfera di amarezza e di tormento. Soltanto l’ironia e la dominante tensione lirica del suo pensiero si contrappongono alla forte e appassionata espressione di una produzione scritta in maniera aforistica.