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di Francesco Palmieri

I Carmelitani Scalzi entrarono in possesso del convento di S. Pietro in Oliveto (già dei Canonci Regolari di S. Giorgio in Alga) nell'estate del 1669. La nuova comunità di frati decise di arricchire chiesa rinascimentale di S. Pietro, opera dell'architetto Antonio Medaglia, con opere artistiche che le conferissero un aspetto più carmelitano. Furono così commissionate ai più celebri pittori bresciani dell'epoca sei tele a mezzaluna (ciascuna sovrastante ogni altare) rappresentanti i momenti salienti della vicenda terrena della loro santa fondatrice, Teresa di Gesù.

di P. Gianni Evangelisti ocd

thumb Carlo GoldoniCarlo Goldoni

Quando nel 2010 i Carmelitani Scalzi della Provincia di Ve­nezia celebrarono i 300 anni dall'invenzione dello "Spirito di Melissa", non hanno potuto fare a meno di ricordare il loro più celebre (e involonta­rio?) pubblicitario, Carlo Gol­doni. 

Lui, il Goldoni, precede solo di tre anni la nascita di questo pro­dotto, oggi commerciato come articolo di erboristeria, ma in passato considerato quasi come una medicina, in particolare in grado di trarre d'impaccio dalla situazione imbarazzante dello svenimento: proprio con i va­pori di melissa nella commedia "Il bugiardo" viene rianimata, dopo un mancamento, la prota­gonista Rosaura. Goldoni nacque a Venezia, in calle Centani, il 25 febbraio 1707, da una fa­miglia borghese originaria di Modena.

di P. Ermanno Barucco ocd

dalìSalvador Dalí (1904-1989) è un pittore eccentrico e stravagante, dal carattere focoso e intrattabile, dall’arte onirica, erotica e psicologizzante. Un genio del XX secolo, decisamente non catalogabile. Il nostro interesse si focalizza su alcuni aspetti di quel periodo di cambiamento della sua vita di uomo e di artista che Dalí stesso per descrivere ha fatto uso dell’aggettivo “mistico”. Inizialmente descriviamo come i mistici del Carmelo, san Giovanni della Croce e santa Teresa d’Avila, sono stati richiamati in vario modo dall’artista. Successivamente ci poniamo all’inizio della sua svolta mistica, quando dopo alcune pitture del nuovo corso realizza la sua prima opera a soggetto religioso, La Madonna di Port Lligat. Nel giro di un anno la dipingerà in due versioni, diverse per dimensioni e per alcuni particolari. Di tutto ciò vogliamo cogliere il significato religioso e teologico, offrendo solo alcuni spunti di riflessione, limitati dal fatto di non conoscere l’enorme produzione di Salvador Dalí nei diversi campi delle arti in cui si è espresso (pittura, scultura, cinema, letteratura, etc…) ...

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di P. Stefano Conotter ocd

thumb Revò Italien Santo Stefano 01Revò, Chiesa di S. Stefano

Le tracce carmelitane non sono solo chiese o dipinti che testimoniano la diffusione della devozione alla Madonna del Carmine o ai santi carmelitani. Ci sono anche tracce viventi, come la festa del Carmen a Revò, in Val di Non (Trentino). Questa festa in onore della Madonna del Carmine si celebra ogni anno a Revò, dove c'è una chie­sa dedicata alla Vergine del Carmelo, che si trova a "un tiro di sasso" dalla chiesa parrocchiale dedicata a Santo Stefano Protomartire. La chie­sa in origine poteva essere il battistero della Pieve di Revò; all'interno si trova una pala con la Madonna che consegna lo scapolare a S. Simone Stok e a S. Teresa. In origine questo quadro copriva l'antica statua della Madonna del Carmine, recentemente restaurata, la quale era esposta solo in occasione delle feste. At­tualmente questa statua si trova nella chiesa di S. Stefano. Essa fu dona­ta alla comunità di Revò dal Conte Carlo Cipriano Thunn, che la fece scolpire in occasione della fon­dazione della Confraternita del Carmine nel 1651. Si racconta che l'artista abbia preso a modello una donna del paese, infatti la statua ha le fattezze di una donna popolana.

di P. Angelo Lanfranchi ocd

thumb carmpvS. Maria del Carmine a PaviaSanta Maria del Carmine è una delle maggiori chiese di Pavia ed è uno degli esempi più belli dell'architettura del gotico lombardo; conservato intatto per secoli, vi si respira un'atmosfera unica.

Intorno al 1364 i Carmelitani di Pavia si trovano a dover abbandonare la primitiva sede a nord della città (che occupavano dal 1298) per lasciare spazio alla nuova residenza viscontea. Ottengono in cambio l'uso della chiesa dei Santi Faustino e Giovita, entro le mura, e qui avviano - sembra a partire dal 1373 - i lavori per la costruzione del complesso monastico su progetto di Bernardo da Venezia, architetto di fiducia dei Visconti che sponsorizzarono i lavori. La sua costruzione proseguì lentamente, fu ripresa nel 1432 ed ultimata infatti solo nel 1461. Ma la realizzazione dell'imponente facciata nella sua forma slanciata a capanna avverrà solo nel 1490.

Non nasconde un'ispirazione architettonica romanica, ma le decorazioni sono indubbiamente collocabili nel gotico lombardo. I sei pilastri con guglie dividono la facciata in cinque campi verticali nei quali si inseriscono i tre portali, sopra i quali si trovano quattro grandi bifore a sesto acuto ed un elaboratissimo rosone in cotto, ai lati del quale due nicchie ospitavano le statue dell'arcangelo Gabriele e della Vergine Annunziata cui la chiesa è dedicata.