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di F. Iacopo Iadarola ocd
Sartre non ci piace: pur prescindendo da questioni confessionali, ci basterebbe la sua miope adesione allo stalinismo e maoismo (anche se poi ridimensionata) e alla proposta di depenalizzazione dei rapporti sessuali coi minori di quindici anni consenzienti (anche se allora condivisa da tanti altri raffinati intellettuali, ancora oggi molto di moda). Ma bisogna pur riconoscere a questo mostro sacro dell’esistenzialismo e dell’ateismo novecentesco una lucidità di pensiero che lo fa rimpiangere, se paragonato ai suoi attuali epigoni come Onfray o Odifreddi: “L’ateismo è la persuasione che l’uomo è un creatore, e che è abbandonato, solo, sul mondo. L’ateismo non è quindi un allegro ottimismo, ma, nel suo senso più profondo, una disperazione”. Un ateismo, quello sartriano, sempre in crisi con se stesso, consapevole del proprio dramma, della propria impermanenza e contraddittorietà: “La decisiva assenza di fede è una fede incrollabile”.
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di Pedro Paricio Aucejo

Non tutte le scoperte personali sono una novità per il mondo, ma l’impatto che la loro scoperta produce nel nostro animo fa sì che prendiamo coscienza della trascendenza di ciò che si è incontrato. Questo è ciò che mi capitò nel leggere il prologo a una edizione di qualche decina di anni fa della Vita di Santa Teresa di Gesù. Mi si mostrò per la prima volta l’influenza della Santa in Leibniz, cosa che è già risaputa dagli studiosi di entrambi, ma che, con una inusuale profondità, mi aprì gli occhi sulla popolarità della mistica castigliana, la cui vita e la cui opera hanno una ripercussione che supera le barriere dello spazio e del tempo.
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di F. Francesco Conte ocd
Dalle stampe "Van Westerhout" del 1726
Non ci è certo nuova l’espressione «Teresa, amica di buoni libri», usata per riferirsi alla nostra Santa Madre con l’intenzione di sottolineare quanto alcune letture particolari (di antica tradizione o più recenti) possano averla influenzata, o meglio aiutata nel definire in un certo modo la sua esperienza di religiosa carmelitana e il suo messaggio per il Carmelo rinnovato e per la Chiesa tutta. In questa sede vogliamo presentare, anche solo per brevi tratti, il legame particolarissimo di Teresa di Gesù con sant’Agostino, proprio nel momento in cui la santa "scopre" le Confessioni e trova per la prima volta una conferma e un conforto a quello che lei stessa stava vivendo.
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di Pedro Paricio Aucejo

All’inizio degli anni ’70, Fernando Savater introdusse nel mondo accademico spagnolo l’opera dello scrittore e filosofo rumeno Emil Cioran (1911-1995). Questo intellettuale provocatorio, dal pensiero controverso e alternativo, fu, nel tempo in cui visse, il grande teorico dello scetticismo, della disperazione e dell’insuccesso. Preoccupato da temi come la futilità e decadenza della vita, la noia, l’assurdo, la sofferenza, la agonia, la tirannia della storia o della morte (si sentì attratto dall’idea del suicidio), la sua opera manifesta una moltitudine di sentimenti intensi e violenti allo stesso tempo che la trascinano in una atmosfera di amarezza e di tormento. Soltanto l’ironia e la dominante tensione lirica del suo pensiero si contrappongono alla forte e appassionata espressione di una produzione scritta in maniera aforistica.
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Riportiamo (della nostra rivista dedicata a S. Teresa di Gesù Bambino) alcuni stralci da “La Scienza dell’Amore”, un’opera che raccoglie pensieri e riflessioni sulla vita e la dottrina di Santa Teresina compilata da John Wu Ching Hsiung (1899-1986), giurista, poeta, scrittore e diplomatico cinese convertito al cattolicesimo dopo aver conosciuto la santa di Lisieux. Nel suo scritto - pubblicato per la prima volta in inglese nel 1940 a Hong Kong e successivamente in cinese nel 1974 a Taipei - l’autore, uno dei giuristi più brillanti della Cina moderna (fu il principale estensore della Costituzione dalla Repubblica cinese, prima del maoismo) e primo cattolico nominato ambasciatore della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede, definisce Teresa “tanto complessa quanto semplice”, “delicatamente audace e audacemente delicata”, “fluida come l’acqua ma ardente come il fuoco”. E nella prefazione alla prima edizione in lingua inglese scrisse, rivolgendosi innanzitutto a Maria: “O Madre, aiutami a dipingere un bel ritratto della tua amata figlia Teresa, che è anche la mia cara sorella spirituale!”. Poi aggiunge: “Perciò, gentile lettore, se questo scritto vi piace, tutto il merito va dato a Lei; se non vi piace invece la colpa è mia; ma se vi piace, eppure non vi induce ad amare Santa Teresa e il suo Divino Amante come faccio io, la colpa sarà vostra”.
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