...attraverso un polittico della tradizione carmelitana e un testo di papa Francesco (Amoris Laetitia, n. 65)

polittico c

Fotografie e composizione: P. Ermanno Barucco ocd

Il Polittico di sant’Anna, madre della Vergine Maria, un’opera attribuita a Jan II van Coninxloo (1489-1555?) e conservato nella chiesa di Saint-Denis de Forest (Bruxelles), riprende anche alcuni episodi della tradizione carmelitana e permette così di contemplare i misteri principali della Santa Famiglia con uno sguardo carmelitano.

di Pedro Paricio Aucejo

Dorothy-Day-Teresa-of-Avila

Il collegamento più importante tra Santa Teresa d’Avila e la cultura statunitense è consistito nell’influenza che la Santa ha avuto su Dorothy Day (1897-1980), giornalista e attivista sociale. Costretta ad abbandonare gli studi per ragioni finanziarie, il suo forte senso sociale la portò a intraprendere la carriera di giornalista, per potersi schierare dalla parte dei lavoratori e dei poveri. Nel campo sentimentale la sua vita sembrava essere fuori controllo: amori falliti, concepimento, aborto volontario e, in seguito, convivenza con un ateo militante.

albergo del sudIn data odierna, nell'Anno Santo del 1925, fu posta a Roma una lapide che riguarda S. Teresa di Lisieux. Ce ne parla P. Giacomo Gubert, attualmente residente nel nostro convento romano:

"Più ardua ancora la ricerca delle dimore privata dei Servi di Dio, particolarmente di quelle temporanee; perché il ricordo di esse si può cancellare facilmente, tra i piani di un palazzo di abitazione o le stanze di un albergo. Ci piace segnalare una memoria di questo genere Nel centro mondano della Città, dove più intenso si svolge il traffico, al n. 12 della Via Francesco Crispi [ora in Via di Capo le Case 55], poco lontano dalla chiesa di S. Giuseppe a Capo le Case, una piccola lapide, sotto una finestra del primo piano, avverte: “In questa casa – già Albergo del Sud – abitò nel novembre 1887 – Santa Teresa del Bambino Gesù – 17 maggio 1925” (da E. Martire, in “Roma nobilis”, a cura di Igino Cecchetti, EDAS, Roma, 193, p. 1004).

di F. Iacopo Iadarola ocd

lorcaUno dei testi più conosciuti di Federico García Lorca (di cui non molti conoscono il nome completo: Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca) è “Teoria e gioco del duende”. Qui il celebre poeta d’avanguardia tenta, in una conferenza tenuta a Buenos Aires nel 1933, di spiegare l’inspiegabile e descrivere l’indescrivibile, il “duende”: “Potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega”. E’ il furore ispirato che presiede ai più genuini impulsi creativi, in ogni campo dell’inventiva umana, dalla poesia all’architettura al canto alla filosofia alla danza. Forza misteriosa che trascende le capacità dell’individuo e le verticalizza in opere geniali. Un “lottare più che un pensare”, “qualcosa che non sta nella gola ma nella pianta dei piedi”, “non questione di facoltà, bensì di autentico stile vivo; ovvero di sangue […] è, insomma, lo spirito della terra”.

di F. Francesco Conte ocd

3152c665-139a-4820-89a9-ccc1b6b82f0fAgnolo Bronzino, Ritratto di Dante Alighieri

Una delle opere più famose che la letteratura italiana ci ha lasciato è senza dubbio la «Divina Commedia», in cui Dante Alighieri, autore e nello stesso tempo personaggio, percorre un viaggio tutto particolare attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Lo scenario iniziale della Commedia (siamo nel primo Canto dell’Inferno) vede Dante nella «selva oscura», ai piedi di un «colle», tre bestie feroci che gli bloccano la salita e un’ombra, quella del poeta latino Virgilio, mandato dal cielo per guidare il sommo poeta nel viaggio fino al Paradiso: lì Dante troverà la sua Beatrice, che gode la beatitudine eterna. L’incontro con Virgilio è in questo momento decisivo, perché è funzionale non solo a definire il poeta come «guida, autore e maestro» dell’autore-personaggio, ma anche a sciogliere l’impasse dei dubbi e ancora di più delle paure che Dante nutre, smarrito in una selva di vizi o passioni e affrontato dalle «fiere», figure simboliche della lussuria (la lonza), della superbia (il leone) e dell’avarizia (la lupa).