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di P. Ermanno Barucco ocd
Sviluppi iconografici e fulgore barocco: dai modelli greci al Dio cristiano
Un giorno sono andato a chiedere informazioni per far realizzare una cornice su misura per un quadro di San Giuseppe con il bambino. Mostrando all’artigiano una foto del dipinto, per fargli comprendere lo stile e capire così quale cornice sarebbe stata più adatta, egli ha detto: «Ah! Una paternità». La cosa mi ha stupito perché non avrei mai pensato di chiamare un San Giuseppe col bambino “una paternità”. Eppure quel termine andava in profondità, non solo come nome per indicare un tipo di iconografia, ma ben più in profondità nella vocazione e missione di san Giuseppe.
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di P. Fabio Roana ocd
"I pilastri della creazione": fotografia scattata nel 1995 dal telescopio Hubble. Si tratta di colonne di gas interstellare e polveri visibili nella Nebulosa Aquila
È recente la notizia che un famoso astrofisico, Stephen Hawking, dopo aver affrontato per decenni il disfacimento del suo corpo causato da una malattia degenerativa, dando grandi frutti di conoscenza scientifica, è morto. I notiziari dicono che ha cercato di unire le leggi dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande in una teoria unificata dell’universo, una sorta di “formula di Dio”, come direbbe qualcuno, anche se in realtà, in quanto ateo, sembra che lo scienziato inglese non contemplasse la necessità del trascendente.
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di P. Giacomo Gubert ocd
Antonio Gramsci, Katherine Mansfield, Santa Teresa del Bambino Gesù
Traggo dall’oblio, per sorprendente scoperta, un affascinante libretto pubblicato nel 1952 in Roma dalle “Figlie della Chiesa” che celarono l’autrice con lo pseudonimo di “Diotima”. “Un eroe – una scrittrice – una santa”, scrive l’autrice, accomunati da “un prepotente senso dell’amore”.
La ribellione e l’amore
“Antonio Gramsci (1891-1937) rivolge questo amore agli essere umani, lo limita agli affetti, ai bisogni della terra”. Katherine Mansfield (1888-1923) “sente Dio, lo cerca, vuole trovarlo, e in questa ricerca muore senza aver trovato la risposta che le dia pace”.
“Anime inquiete, anime ribelli, che credono sia loro forza la ribellione, e impiegano tutta la volontà nel disperato sforzo di ribellarsi, giudicando vile la sommissione religiosa, e non intendono quanta volontà e quanto coraggio, fondati sull’Amore, occorrono per mettersi con piena fiducia e perfetto abbandono nelle mani della Provvidenza divina”.
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di don Filadelfio Alberto Iraci
L’idea di accostare due figure così diverse, don Giovanni da un lato e santa Teresa di Lisieux dall’altro, scaturisce dall’aver rinvenuto una singolare coincidenza: è possibile infatti caratterizzare le loro rispettive esperienze attorno all’espressione “Io scelgo tutto”, che si ritrova sulle labbra di entrambi. Le due vicende, però, hanno esiti diametralmente opposti: la santità per la prima, un rovinoso naufragio per il secondo. Eppure il punto di partenza sembra essere, apparentemente, lo stesso.
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a cura di Santiago Riopérez y Milá
Fin dall'inizio della sua carriera letteraria, lo scrittore spagnolo José Augusto Martínez Ruiz, in arte "Azorín" (1873-1967), si interessò vivamente della vita e dell'opera di Santa Teresa di Gesù. Da giovane acquistò in un negozio di oggetti antichi la prima edizione dell'epistolario della Santa, pubblicato in due volumi a Saragozza nel 1658.
Uno dei primi articoli che Azorín pubblicò nel 1896 a Madrid, dopo esservi giunto da Valencia, apparve sul giornale Madrid Cómico, intitolato "Sugli itinerari di Santa Teresa". Da allora, lungo tutta la sua feconda ed estesa creazione artistica, il tema della monaca castigliana appare inizialmente sotto forma di semplice citazione, poi in un dettagliato e minuzioso articolo, fino a costituire il fulcro di uno dei suoi romanzi più squisiti e analitici.
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