veinLa mostra "In principio era la misericordia", allestita presso il Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino a Verona Tombetta, sarà inaugurata il 16 gennaio. Per l'occasione verrà eseguito dal Coro "Madonna delle Laste" il concerto canoro "Il Volto e il Nome".

Il concerto avrà luogo all'interno del Santuario sabato 16 gennaio 2016, alle ore 20.45.

Testi: P. Antonio M. Sicari
Musiche: P. Gianni Bracchi
Arrangiamenti per coro e strumenti: Cecilia Vettorazzi, Roberto Moser

Pianoforte: Cecilia Vettorazzi
Violino: Anna PiubeniGiovanni Lorenzi

Voci soliste: P. Gianni Bracchi, P. Elie Massaad, Stefania Giorgi, Silvia Dallapè

Dirige Martina Endrizzi

CORO "MADONNA DELLE LASTE" DI TRENTO

Il 10 dicembre scorso la Radio Vaticana ha intervistato P. Aldino Cazzago sui contenuti del volume da lui curato e dedicato ad un bilancio del concilio Vaticano in Italia a cinquant’anni dalla sua conclusione. 

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Verona-Tombetta, domenica 20 dicembre 2015. Scelta come santuario giubilare, la nostra basilica di Santa Teresa di Gesù Bambino ha visto aprirsi la sua porta santa l’ultima domenica di Avvento, all’inizio della Santa Messa solenne delle 10.30, presieduta da don Alessandro Bonetti, vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Verona.

Il-volto-e-il-nomeSabato 19 dicembre, presso il Santuario Madonna delle Laste di Trento, si terrà il concerto natalizio dell'Ensemble e Coro Madonna delle Laste diretto da Cecilia Vettorazzi, docente al Conservatorio F. A. Bonporti di Trento. Verrà eseguito "il Volto e il Nome": un repertorio di brani composto da P. Gianni Bracchi su parole di P. Antonio Maria Sicari, coralmente adattato da Cecilia Vettorazzi e Roberto Moser (più l'inedito canto "Madre del Paradiso"). Ingresso gratuito, ore 20:30.

di P. Marco Paolinelli ocd

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Domenica 25 ottobre. Dopo mesi dall’ultima volta, torno a dir Messa ad Anosikely, anzi ad Ambohiparaky, perché l’ultima domenica di ogni mese si dice Messa in questo quartiere ‘di terraferma’, invece che sull’isola in mezzo alle risaie, dove sorge la chiesa parrocchiale; ad Ambohiparaky non c’è chiesa, si dice Messa nella scuola, che è una sezione staccata della scuola di Anosikely...

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Il 28 novembre è una data importante per il Carmelo: è il giorno in cui è nata la riforma dei padri carmelitani scalzi, con l'erezione del convento di Duruelo da parte del Santo Padre Giovanni della Croce, nel 1568. Ma quest'anno il motivo per festeggiare è stato duplice, in quanto in tale data, durante la celebrazione della Messa della I Domenica d'Avvento, è stato ordinato diacono il nostro fra Fabio di Maria della Croce (Roana), che solo due settimane fa aveva emesso la professione perpetua dei voti di povertà, castità e obbedienza.

 
Sabato 14 novembre, nella Chiesa di S. Pietro in Oliveto (Brescia), durante la S. Messa per la festa di tutti i santi carmelitani, si è tenuta la professione solenne di F. Fabio di Maria della Croce (Fabio Roana). Con la professione definitiva dei voti di povertà, castità ed obbedienza, si è così concluso l'iter formativo di fra Fabio, cominciato nel 2008 presso il convento di Treviso e proseguito nel noviziato a Trento e negli studi teologici, condotti brillantemente, a Brescia. 

Cogliamo l'occasione per rivolgergli qualche domanda sulla sua storia personale nel Carmelo:

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Sabato 17 ottobre alle 22 siamo partiti dalla Basilica di S. Teresa del Bambino Gesù, con un pullman  di quarantacinque pellegrini di Verona, Brescia, Trento, accompagnati da p. Mihai, sacerdote carmelitano, per partecipare alla S. Messa celebrata dal Santo Padre Francesco in S. Pietro a Roma, con il Rito della Canonizzazione di quattro Beati: Vincenzo Grossi (sacerdote diocesano), Maria dell'Immacolata Concezione (Religiosa),  Ludovico (Luigi) Martin  e Maria Azelia (Zelia) Guérin (fedeli laici).

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Riportiamo l'omelia del P. Generale in occasione della chiusura dell'anno teresiano, pronunciata il 14 ottobre nella Chiesa di S. Teresa, ad Avila. 

«Siamo giunti alla fine di questo anno, in cui abbiamo commemorato il quinto centenario della nascita della santa Madre Teresa, un anno ricco, intenso, pieno di eventi, incontri, emozioni. Per noi membri della famiglia teresiana, inoltre, oggi non si conclude solo un anno di celebrazioni, ma tutto un cammino di preparazione, iniziato sei anni fa, attraverso il quale abbiamo ripercorso gli scritti e il messaggio che la Madre ci ha lasciato. In questo anno sono state dette e scritte tante cose suggestive e interessanti su santa Teresa che verrebbe quasi la voglia di restare in silenzio, per assimilare ciò che abbiamo letto e ascoltato e per passare a mettere in pratica quanto abbiamo appreso: “callar y obrar”, come direbbe san Giovanni della Croce. Credo, in effetti, che questo debba essere fatto e come Ordine, nel Capitolo Generale del maggio scorso, abbiamo previsto un programma per questo sessennio, che ci permetta di far seguire alla “lectio” di Teresa una seria “meditatio” e “actio”, capaci di coinvolgere il nostro modo di vivere, di pensare e di testimoniare il carisma teresiano nella chiesa e nel mondo di oggi.