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di F. Iacopo Iadarola ocd

Oggi 24 giugno, solennità della natività di S. Giovanni Battista, noi carmelitani scalzi non possiamo non ricordare nell'intimo anche la natività del nostro Santo Padre Giovanni della Croce, tradizionalmente ascritta (come è riportato in un'iscrizione presso il fonte battesimale di Fontiveros) al 24 giugno 1542.

Ma anche se non abbiamo la certezza storica sulla data di nascita del nostro Giovanni, è certo che il santo riformatore del Carmelo si trovò ad ereditare dal santo Precursore non soltanto il nome ma anche il rigore ascetico: "Lui deve crescere, io invece diminuire" esclama S. Giovanni Battista (Gv 3,30) - "Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente" fa eco S. Giovanni della Croce.

E in entrambi i casi si trattò di un'ascesi non fine a se stessa ma destinata all'incontro mistico e nuziale col Cristo: "Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo" diceva di sé S. Giovanni Battista (Gv 3,29) - mentre tutta l'opera di S. Giovanni della Croce, e specialmente il Cantico Spirituale, è pervasa di consigli e insegnamenti all'anima sposa affinché possa incontrarsi appassionatamente col suo Sposo il Verbo di Dio. Infine, entrambi dovettero pagare con la persecuzione e la prigionia l'estrema coerenza e integrità della propria testimonianza di vita. 

Ma prescindendo dai legami spirituali fra il Battista e S. Giovanni della Croce, che meriterebbero ben altro approfondimento, per commemorare l'odierna ricorrenza abbiamo pensato di proporre al lettore un ricco contributo sul nostro Santo Padre, che abbiamo trovato spigolando fra gli archivi della rivista Teresianum recentemente messi on-line: "Influsso e presenza di S. Giovanni della Croce nella spiritualità italiana" di P. Luigi Borriello ocd. L'articolo è consultabile qui.

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