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Santa Elisabetta d’Ungheria - La ricchezza al servizio della povertà

Creato il Lunedì, 14 Marzo 2016   »Santi

di P. Antonio Maria Sicari ocd

SantaElisabettaUngheria

Nonostante fosse regina, s’era innamorata dell’ideale predicato da Francesco d’Assisi (allora ancora vivente): ed erano molte, allora, le principesse reali che sognavano di imitare Chiara d’Assisi, almeno come “terziarie”. Quelle che non potevano lasciare i lussuosi castelli per vivere in povertà, decidevano allora di «abitare tra le splendide mura della carità».

Concerto "Cántico Espiritual" a conclusione dell'Anno Santo

Creato il Domenica, 13 Novembre 2016   »Adro, Anno della Misericordia, Giovanni della Croce, Carmelo & Cultura, News

canticoIn occasione della conclusione dell'Anno Santo della Misericordia, presso il nostro Santuario della Madonna della Neve di Adro, sabato 19 novembre alle 20:45 si terrà il concerto "Cántico Espiritual" (soprano solo, gruppo vocale, due violini, violoncello, organo e voce). Come si evince dal titolo, è la messa in musica del capolavoro mistico di S. Giovanni della Croce, costata all'autrice Cecilia Vettorazzi rinomata musicista e docente del Conservatorio Bonporti di Trento, anni di lavoro e di preghiera.

Il concerto sarà preparato, lunedì 14 novembre, da un momento di guida all'ascolto guidato dalla compositrice, un viaggio all'interno dell'opera musicale per gustare la bellezza dell'incontro tra la poesia di S. Giovanni della Croce e la sua musica. Alle 20:30 presso la Sala conferenze della Scuola primaria Madonna della Neve di Adro

Santi nella Misericordia #16 - Maria

Creato il Martedì, 25 Ottobre 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

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MARIA, MADRE DI MISERICORDIA

La Misericordia è «il più stupendo attributo del Creatore e del Redentore», ha detto Giovanni Paolo II nella sua splendida enciclica Dives in misericordia (n. 13) e nessuno sulla terra lo ha esperimentato in maniera così radicale e sconvolgente come è accaduto a Maria Santissima.

Elisabetta della Trinità - Incontro all’abisso della misericordia

Creato il Domenica, 16 Ottobre 2016   »Elisabetta della Trinità, Anno della Misericordia

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A pochi giorni dalla canonizzazione in Piazza San Pietro di Elisabetta della Trinità, monaca carmelitana francese, vissuta nei primi anni del Novecento, pubblichiamo un articolo di P. Romano Gambalunga ocd, Postulatore generale dei Carmelitani scalzi che ne ha curato la causa di canonizzazione. Questo articolo, apparso sull'Osservatore Romano di domenica 16 ottobre 2016, delinea brevemente i tratti biografici della Santa e descrive come la sua spiritualità si inserisce nell'Anno della Misericordia e si rivela attuale anche per i nostri giorni.

di P. Romano Gambalunga ocd
Postulatore generale dei Carmelitani scalzi 

Elisabetta Catez nacque il 18 luglio 1880 nel campo di Avor, presso Bourges in Francia e fu battezzata quattro giorni più tardi. Tre anni dopo nacque la sorella Margherita, a cui era molto affezionata. Nel 1887, pochi anni dopo il trasferimento della famiglia a Digione, il padre fu stroncato da un attacco cardiaco. Fu un avvenimento che colpì molto la piccola Elisabetta, la quale, a partire da quel momento, si impegnò a essere più buona; era, infatti, una bambina sensibilissima, vulcanica e ostinata fino alla collera. Anni dopo, a un’amica che visse lo stesso lutto, scrisse: «Ti sono vicina con tutto il cuore. Ho vissuto le stesse angosce e capisco il tuo dolore» (lettera 69).

Santa Teresa di Gesù e la misericordia

Creato il Sabato, 08 Ottobre 2016   »Teresa d'Avila, Anno della Misericordia

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In attesa di sabato 15 ottobre, giorno della Solennità della Nostra Santa Madre Teresa di Gesù, pubblichiamo un articolo di María del Puerto Alonso intitolato Teresa de Jesús y la misericordia, in cui vengono proposti alcuni passaggi degli scritti della Santa aventi per tema la misericordia di Dio. 

di María del Puerto Alonso ocd

Il tema della misericordia in Santa Teresa è così esteso e profondo da trattare che è difficile da riassumere in poche pagine. Quando Teresa parla con Dio lo chiama "Dio di misericordia" (Cammino di Perfezione [Ed. Escorialense] IV, 3), oppure utilizza la parola "misericordia" come nome stesso di Dio: «Signore mio, Misericordia mia e Bene mio» (Pensieri sull'amore di Dio IV, 8 [Ed. OCD 2009]). «Dio non lascia di tenerle [le anime buone] con la sua mano. Sia benedetto il suo nome, facendo Egli sempre uso di misericordia con le proprie creature» (Lettera no. 377 a Don Pedro Sánchez, 5 settembre 1582 [Ed. OCD 2009]).

Santi nella Misericordia #15 - beata Laura Vicuña

Creato il Giovedì, 22 Settembre 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

Laura Vicuña

UNA FIGLIA TUTTA MISERICORDIOSA

C’è una particolarissima «misericordia» che solo «i piccoli santi» possono esercitare verso gli adulti: la misericordia verso i propri stessi genitori! La piccola Laura Vicuña (1891-1904)1 – santa a dodici anni – ne è una cara dimostrazione.

Santa Teresa di Los Andes e la misericordia

Creato il Martedì, 09 Agosto 2016   »Anno della Misericordia, Spiritualità carmelitana

Santa Teresa de Los Andes Virgem da OCD 2

di María del Puerto Alonso ocd

Juana Fernández Solar nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900. Fin dalla sua adolescenza si sentì irresistibilmente attratta da Cristo. Giovane devota, sportiva e serena, cercò di essere un angelo di pace in mezzo alle difficoltà familiari. Il 7 maggio 1919 fece il suo ingresso nel monastero carmelitano di Los Andes e le fu dato il nome di Teresa di Gesù. Morì il 12 aprile dell'anno seguente, dopo aver fatto la sua professione religiosa. I suoi scritti e il santuario dedicato a lei a Los Andes diffondono la sua spiritualità in Cile e in tutto il Sudamerica.

Teresa di Los Andes visse molto poco, soltanto per 19 anni. Ed è stata condizionata dalla sua epoca, nella quale la relazione con Dio era caratterizzata, in gran parte, dal timore. Ma nei suoi brevi scritti e nelle sue lettere si scorge una grande evoluzione: la misericordia di Dio diviene mano a mano e in maniera sempre più radicale la protagonista della sua vita.

Santi nella Misericordia #14 - beata Elisabetta Canori Mora

Creato il Domenica, 24 Luglio 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

ritratto beata ElisabettaUNA SPOSA TUTTA MISERICORDIOSA

Oggi si parla molto della misericordia di cui avrebbero bisogno molte famiglie ferite e molti coniugi, sopraffatti da problemi e conflitti che non riescono più a sopportare. Forse, però, bisognerebbe parlare anzitutto della misericordia che gli stessi coniugi in crisi potrebbero umilmente esercitare fin da quando la famiglia comincia a vacillare. A volte, per salvarla, basterebbe anche soltanto la misericordia pazientemente esercitata da un suo solo membro, capace di sperare e di amare con speranza. Tale fu la vicenda di Elisabetta Canori Mora (1774-1825)1 che Giovanni Paolo II – nel 1994, Anno Internazionale della Famiglia – ha voluto beatificare assieme a Gianna Beretta Molla, definendole entrambe «donne d’eroico amore».

Il matrimonio tra Elisabetta, di nobile famiglia romana, col giovane e ricco avvocato Cristoforo Mora sembrò all’inizio l’avverarsi di una favola. Lui si diceva folgorato dalla bellezza di lei, tanto che giurava e spergiurava che non avrebbe mai e poi mai cercato alcun’altra donna, se ella si fosse degnata di accettarlo. E s’inquietava al pensiero che qualcosa potesse offuscarla: la sua sposa non doveva né stancarsi, né fare un qualsiasi lavoro che potesse sciuparla. Non ammetteva nemmeno che cucisse e ricamasse, perché non le si indurissero le dita. Ed era anche di una gelosia ossessiva, tanto da impedire alla moglie ogni contatto con i parenti.

Santi nella Misericordia #13 - S. Gianna Beretta Molla

Creato il Lunedì, 20 Giugno 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

Con Mariolina e Pierluigi Val Veny settembre 1958 r

UNA MADRE MISERICORDIOSA

Che il termine «misericordia», nell’originale biblico, indichi l’attaccamento della madre per il bimbo che ha custodito nel suo grembo è cosa ormai nota. E certo sono innumerevoli gli esempi di indistruttibile amore materno. Ma la misericordia si mostra soprattutto quando, alla stessa madre, è chiesto un “di-più” d’amore, spesso incompreso dagli altri. Tale è il caso di santa Gianna Beretta Molla (1922-1962), una donna, sposa e madre, che esercitava la professione medica, e la viveva appassionatamente.

Santi nella Misericordia - Tito Brandsma

Creato il Lunedì, 16 Maggio 2016   »Anno della Misericordia

Oggi, ricorrenza liturgica di san Tito Brandsma, ricordiamo la sua figura con questo articolo.

di P. Antonio Maria Sicari ocd

UN «PADRE» FORTE E MISERICORDIOSO

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A tutti è nota la parabola del Padre misericordioso che accoglie il figlio prodigo, mille volte raccontata e imitata nella storia cristiana. Qui vogliamo darne una esemplificazione storicamente accaduta, in cui tale paternità è colta nell’atto di una misericordiosa “rigenerazione” della creatura perduta, che si converte proprio mentre uccide colui che la rigenera. È la storia sconvolgente di padre Tito Brandsma (1881-1942)1carmelitano olandese, deportato e ucciso dai Nazisti nel campo di Dachau.

Santi nella Misericordia #11 - S. Alberto Chmielowski

Creato il Lunedì, 02 Maggio 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

MISERICORDIA O RIVOLUZIONE?

s.-alberto-adamoSant’Alberto Chmielowski (1845-1916).

Il suo nome di battesimo era Adamo e a Varsavia era ormai noto come un promettente e geniale pittore. Ma la sua intensa fede cristiana gli poneva sempre nell’anima la domanda «Qual è lo scopo dell’arte? Qual è il destino dell’artista?». Da tempo si dedicava alla composizione di un Ecce homo (una tela che gli risultava sempre incompiuta) finché comprese che non sarebbe mai riuscito a creare quel capolavoro che sognava (oggi è posto sulla sua tomba!), se non si fosse prima dedicato a restaurare nei poveri l’immagine di Cristo sofferente. Vestì una povera tonaca e si fece chiamare fratel Alberto. Si prese cura di alcuni indigenti nella sua stessa abitazione, poi decise di visitare i barboni ammassati nei dormitori pubblici di Cracovia, dove nessun borghese osava mai avventurarsi.

Santi nella Misericordia #10 - S. Pietro Claver; Venerabile Marcello Candia

Creato il Domenica, 10 Aprile 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

IN MISSIONE DI MISERICORDIA VERSO I LONTANI

PeterClaver11. San Pietro Claver (1580-1654).

Ancora giovane studente gesuita a Palma di Majorca, ascoltò l’invito del vecchio portinaio del suo convento che gli raccontava ciò che accadeva nel nuovo mondo e gli suggeriva: «Le anime degli indiani hanno un valore infinito, perché hanno lo stesso prezzo del sangue di Cristo… Va’ nelle Indie a comprare tutte quelle anime che si perdono!».

Così Pietro chiese di essere inviato a Cartagena, in Colombia, nel cui porto le navi negriere riversavano un migliaio di schiavi al mese. Egli non aveva alcuna possibilità di agire socialmente o politicamente, ma decise subito di mettersi al servizio di quei poveretti, presentandosi come «schiavo dei negri per sempre» e operando per dar loro una dignità alla quale essi non avrebbero mai potuto aspirare: la dignità di sentirsi amati.

A tutti gli schiavi egli prestava subito ogni soccorso possibile (dopo aver elemosinato a loro favore, per accumulare generi di prima necessità e di conforto). Poi, cominciando da coloro che giungevano già moribondi per lo sfinimento, impartiva una sua straordinaria catechesi affidata a grandi cartelloni, da lui stesso dipinti a colori vivacissimi, nei quali raccontava la vita e la misericordia di Gesù Crocifisso.

Il Volto del Padre misericordioso

Creato il Domenica, 03 Aprile 2016   »Anno della Misericordia, Bruxelles

Il Giubileo dai Carmelitani Scalzi di Bruxelles in compagnia di Arcabas

di P. Ermanno Barucco ocd

DSC 1000In occasione del Giubileo della Misericordia, nella chiesa dei Carmelitani Scalzi di Bruxelles, a partire dalla domenica della Divina misericordia, è stata allestita la cappella del “Padre misericordioso” per aiutare i fedeli e i turisti che visitano la chiesa a meditare sulla “grazia” e la bellezza del Giubileo. È stata collocata - per gentile autorizzazione dell'autore - nella cappella una riproduzione di un dipinto dell’artista Arcabas, “Il Padre misericordioso”, che con la sua bellezza aiuta a rappresentare la “grazia” della misericordia del Padre che Gesù ci ha annunciato e ci ha donato. Due pannelli riportano alcune riflessioni a partire dalla parabola di Gesù e dal dipinto di Arcabas, con lo scopo di condurre nel cammino spirituale del Giubileo e nella comprensione dell’“indulgenza del Padre”.

Parabola del padre misericordioso
(Vangelo di Luca  15,1-3.11-32)

Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla.Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". Si alzò e tornò da suo padre.

Santi nella Misericordia #9 - S. Martino de Porres; S. Katharine Mary Drexel; Serva di Dio Dorothy Day; Fratel Ettore Boschini

Creato il Lunedì, 21 Marzo 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

Misericordia per gli emarginati

saintmartin1. San Martino de Porres (1579-1639).

Al tempo e nella società peruviana in cui nacque, a Martino, figlio illegittimo di un nobile e di una schiava, spettava soltanto il titolo ingiurioso di «cane mulatto». Ma tutti finirono per chiamarlo «Martino della Carità», ammirati dalla dedizione con cui prestava il suo servizio di infermiere a chiunque avesse bisogno di lui. Il suo “ambulatorio medico” (nel convento domenicano, dove era stato accolto come oblato) era sempre pieno di malati, anche perché le guarigioni erano innumerevoli e spesso prodigiose. Ma fra Martino spiegava sorridendo: «Io ti curo, Dio ti guarisce». Così la fama del fraticello santo dilagava e le file di poveri e di malati si accrescevano.

Ma ad assillare particolarmente il suo cuore, era la situazione (che egli ben conosceva) degli orfani, abbandonati a se stessi, costretti a vagare per le strade, dediti all’accattonaggio, privi di qualsiasi educazione e senza speranza di riscatto. Per loro fondò addirittura un istituto – El Asilo de Santa Cruz, il primo collegio del Nuovo Mondo! – dove li accolse a decine, garantendo loro non soltanto il necessario mantenimento, ma la presenza stipendiata di assistenti e educatori. Alle ragazze, garantiva perfino una dote conveniente, per quando giungevano in età di marito.

Il Giubileo della Provincia veneta

Creato il Lunedì, 14 Marzo 2016   »News, Anno della Misericordia, Verona Tombetta

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Venerdì 11 marzo tutti i frati della Provincia veneta dei Carmelitani Scalzi si sono radunati presso la Basilica di S. Teresa di Gesù Bambino in Verona Tombetta per vivere insieme il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. P. Aldino, il nostro P. Provinciale, nell’omelia della celebrazione eucaristica del pellegrinaggio, così si è espresso: “Ognuno di noi, come singoli religiosi o come responsabili di un gruppo o di una parrocchia, ha già fatto o farà, quello che ora stiamo facendo: un piccolo itinerario giubilare per ottenere l’indulgenza plenaria. Oggi però siamo qui anzitutto come religiosi appartenenti alla Provincia Veneta dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

Santi nella Misericordia #8 - S. Elisabetta d’Ungheria; Servo di Dio F. Joseph Haass; Beato Vladimir Ghika

Creato il Lunedì, 14 Marzo 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

SantaElisabettaUngheria

LA RICCHEZZA AL SERVIZIO DELLA POVERTà

1. Sant’Elisabetta d’Ungheria (1207-1231).

Nonostante fosse regina, s’era innamorata dell’ideale predicato da Francesco d’Assisi (allora ancora vivente): ed erano molte, allora, le principesse reali che sognavano di imitare Chiara d’Assisi, almeno come “terziarie”. Quelle che non potevano lasciare i lussuosi castelli per vivere in povertà, decidevano allora di «abitare tra le splendide mura della carità».

Santi nella Misericordia #7 - S. Girolamo Emiliani; S. Giovanni Bosco

Creato il Lunedì, 29 Febbraio 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

MISERICORDIA PER I PICCOLI

San-Girolamo-Emiliani1. San Girolamo Emiliani (1486-1537).

Non è un santo molto noto, e tuttavia la Chiesa gli ha riconosciuto il titolo di «Patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata»Era un nobile veneziano, in un tempo in cui la città e l’intera Europa erano sconvolte dalla carestia e dalla peste. Invece di arroccarsi nella sua nobile e agiata condizione sociale, Girolamo ascoltò «l’infinito lamento dei poveri» e vi scoprì «la dolce occasione» che Dio finalmente gli dava per poter donare tutto al suo amato Gesù Crocifisso.

Santi nella Misericordia #6 - S. Giovanni di Dio; S. Camillo de Lellis; S. Giuseppe Benedetto Cottolengo

Creato il Lunedì, 22 Febbraio 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

RICONOSCERE IL VOLTO SOFFERENTE DI CRISTO

GiovannidiDio Murillo1. San Giovanni di Dio (1495-1550).

È considerato «il creatore dell’ospedale moderno». Ma Giovanni non si prendeva cura soltanto dei malati: le cure che egli offriva si estendevano a tutte le opere di misericordia. Scriveva in una lettera: «Sono tanti i poveri che qui giungono, che io stesso molte volte non so come si possano alimentare, ma Gesù Cristo provvede a tutto e dà loro da mangiare, perché solo per la legna occorrono sette o otto reali ogni giorno; perché essendo la città grande e molto fredda, specialmente adesso d'inverno, son molti i poveri che giungono a questa casa di Dio; perché tra tutti, infermi e sani e gente di servizio e pellegrini ce ne sono più di cento e dieci... Vi sono rattrappiti, mutilati, lebbrosi, muti, pazzi, paralitici, tignosi, e molti vecchi e molti bambini; e senza contar questi, molti altri pellegrini e viandanti che giungono, e si dà loro fuoco e acqua e sale e recipienti per cucinare e mangiare, e per tutto questo non c’è rendita; ma Gesù Cristo provvede a tutto... E in questo modo sono indebitato e prigioniero solo per Gesù Cristo...». Di particolare interesse fu la sua maniera di accogliere e trattare i “malati di mente”. Petro Bargellini ha scritto di lui:  «Pur completamente sprovvisto di studi di medicina, Giovanni si mostrò più bravo degli stessi medici, in particolar modo nel curare le malattie mentali, inaugurando, con grande anticipo nel tempo, quel metodo psicoanalitico o psicosomatico che sarà il vanto (quattro secoli dopo ... ) di Freud e discepoli».

Santi nella Misericordia #5 - S. Vincenzo de Paoli; S. Damiano de Veuster; S. Teresa di Calcutta

Creato il Lunedì, 08 Febbraio 2016   »Anno della Misericordia

di P. Antonio Maria Sicari ocd

MISERICORDIA PER GLI ULTIMI

San Vincenzo De Paoli1.  San Vincenzo de’ Paoli (1581-1660).

Nel suo secolo e nella sua patria, Vincenzo era il Santo che scopriva continuamente nuovi poveri e nuove miserie, pensando che il Signore chiamasse proprio lui a prendersene cura, tanto che è a tutti noto come «il santo delle carità».Fu lui ad aprire alle donne (di solito destinate al chiostro) anche il «monastero del mondo». Sono celebri – per il cambiamento epocale che esse significarono – le parole con cui Vincenzo delineò la nuova “forma di vita” per le sue “suore di Carità”: «Esse avranno per monastero le case degli ammalati e quella dove risiede la superiora. Per cella, una camera d’affitto. Per cappella, la chiesa parrocchiale. Per chiostro, le strade della città. Per clausura, l’obbedienza. Per grata, il timor di Dio. Per velo, la santa modestia. Per professione, la confidenza costante nella divina Provvidenza e l’offerta di tutto il loro essere».

Un simbolo della “misericordia” in san Giovanni della Croce

Creato il Giovedì, 04 Febbraio 2016   »Giovanni della Croce, Anno della Misericordia

di P. Ermanno Barucco ocd

colomba

Nel Cantico spirituale, san Giovanni della Croce per due volte associa la colomba, lasciata uscire dall’arca da Noè dopo il diluvio e che ritorna portando un ramo d’ulivo nel becco, alla “misericordia”. Ma quest’immagine biblica non è il simbolo della “pace”? Che cosa c’entra allora con la misericordia? In realtà in quest’immagine della colomba si intrecciano più significati, legati a diversi contesti: quello biblico, quello storico-sociale e quello liturgico. Per comprendere come ciascuno di questi porti il suo contributo, e si ricolleghi agli altri due, ci sembra opportuno presentarli.