di Iacopo Iadarola

giovannipaolo2

Nella Solennità del Padre Fondatore dei Carmelitani Scalzi S.Giovanni della Croce, da cui prende nome anche la nostra Provincia veneta, riproponiamo all’attenzione dei lettori la Lettera Apostolica Maestro della fede che S. Giovanni Paolo II indirizzò al nostro Ordine il 14 dicembre 1990, in occasione del quarto centenario della morte del Doctor Mysticus (questa la qualifica del nostro santo, in quanto imprescindibile punto di riferimento per ogni discorso sulla mistica cristiana).

di Iacopo Iadarola

thumb blasone

Riportiamo qui in fondo il testo e il video del messaggio rivolto da Papa Francesco ai cristiani di Mosul profughi a Erbil (Iraq) lo scorso 6 dicembre. Per esprimere la sua premura e la sua vicinanza per la situazione di indicibile dolore in cui questi nostri fratelli versano, il Santo Padre ricorre alla sua “querita” (come da lui stesso più volte definita) S.Teresa di Gesù Bambino, citando un’immagine, quella dalla canna piegata dal vento, a lei molto cara: “Io oggi vorrei avvicinarmi a voi che sopportate questa sofferenza, esservi vicino… E penso a santa Teresa del Bambin Gesù, che diceva che lei e la Chiesa si sentiva come una canna: quando viene il vento, la tempesta, la canna si piega, ma non si rompe! Voi siete in questo momento questa canna, voi vi piegate con dolore, ma avete questa forza di portare avanti la vostra fede, che per noi è testimonianza. Voi siete le canne di Dio oggi! Le canne che si abbassano con questo vento feroce, ma poi sorgeranno!”

di P. Aldino Cazzago ocd

Incoronazione di S.Teresa1. Il quarto e conclusivo aspetto della vita di Teresa di Gesù sul quale papa Francesco fissa la sua attenzione nel Messaggio per il Centenario teresiano è il fatto che ella ha saputo vivere fino in fondo le problematiche del suo tempo. «La sua esperienza mistica, scrive il papa, non la separò dal mondo né dalle preoccupazioni della gente.[…] Lei visse le difficoltà del suo tempo – tanto complicato – senza cedere alla tentazione del lamento amaro, ma piuttosto accettandole nella fede come un’opportunità per fare un passo avanti nel cammino».

Come scriveva oltre sessant’anni fa il pastore protestante svizzero Walter Nigg, «la grande mistica della Spagna non guardava fissa il cielo sì che tutto il resto sfuggiva ai suoi occhi».

di P. Aldino Cazzago

t ovs1. Il terzo significativo aspetto dell’esperienza spirituale di Teresa d’Avila che papa Francesco mette in risalto è quello della «via della fraternità». Per Teresa questa non fu, né a livello personale,né comunitario, una fuga che oggi chiameremmo intimistica. Fu,come scrive papa Francesco, «la sua risposta provvidenziale (…)ai problemi della Chiesa e della società del suo tempo».

Ma qual è il fondamento di questa «via della fraternità» e secondo quale dinamica deve vivere e svilupparsi? La risposta al primo interrogativo è semplice: la certezza che Cristo è «con noi» (Vita,32,11); quella al secondo, è un famoso testo del Cammino di perfezione: «Non crediate, sorelle ed amiche mie, che le cose da raccomandarvi siano molte. […]

di Iacopo Iadarola

 

paolo VI

Pubblichiamo l'allocuzione che Paolo VI tenne agli studenti del Collegio Internazionale Teresianum il 27 febbraio 1966, in occasione della visita alla parrocchia di S.Pancrazio attigua al Collegio. La preziosità del discorso, oltre che nel contenuto, risiede nel suo carattere inedito: non figura infatti fra i discorsi ufficiali del Pontefice, ma è stato trascritto esclusivamente negli atti del nostro Ordine (Acta Ordinis Carmelitarum Discalceatorum n.11 (1966), fasc.1-4, pp.3-7). 

 

Invitato a fare atto di presenza anche in questo Istituto, vengo molto volentieri — per conoscere intanto —, e sono lieto di vedere una casa di silenzio, di preghiera, di formazione, così nuova, così bella e anche così popolata. Vi lascio qui la mia benedizione, in modo par­ticolare. In questa forma le cose diventano più significative, espressive, e ne sono contento perché voglio che tutti sappiate quale sia la mia stima per la vostra famiglia religiosa e quale sia il desiderio di vederla fiorire e prosperare; quanto cuore io metta nel benedire il vostro Padre Generale — non è vero? — ringraziandolo di questa sua acco­glienza, il Rettore di questa casa, e poi tutti i Superiori che presie­dono alla grande famiglia dei Carmelitani Scalzi.