di Iacopo Iadarola

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Non ci ha stupito trovare nuovamente citata S. Teresa di Lisieux nel messaggio di Papa Francesco per la Quaresima ormai alle porte: non ci sembra di esagerare se affermiamo che quando il Santo Padre deve aggiungere una particolare carica persuasiva alle proprie parole ricorre volentieri e di preferenza alla nostra grande Santina, come già abbiamo visto in molti articoli pubblicati su questo sito. Basti ricordare che la citazione più lunga della sua “prima” enciclica, l’Evangelii Gaudium, è tratta proprio da Storia di un’anima (cf. n° 91, nota 69). Ma venendo al caso specifico, il brano del Messaggio per la Quaresima in cui si affaccia S. Teresina è questo:

di Iacopo Iadarola

Autore anonimo S. Giovanni della Croce XVIII sec. Museo diocesano ViterboE' rinomata la definizione di S. Giovanni della Croce come “il più santo dei poeti e il più poeta dei santi del grande poeta spagnolo Antonio Machado. Per ricordare come quest'apprezzamento non sia soltanto una esagerazione poetica, ma un riconoscimento ecclesialmente proclamato, riportiamo la Lettera Apostolica promulgata da S. Giovanni Paolo II nel 1993 con cui il Nostro Padre S. Giovanni della Croce viene ufficialmente dichiarato patrono dei poeti di lingua ispanica. Il testo originale è contenuto negli Acta Apostolicae Sedis 85 (1993), pp. 552-553, soltanto in lingua latina, ma lo abbiamo tradotto in italiano appositamente per i nostri lettori:

di P. Fabio Pistillo ocd

paolo-viPossiamo ascoltare una parte dell’omelia di Paolo VI per la proclamazione di santa Teresa dottore della Chiesa il 27 settembre 1970. Il Pontefice con una buona pronuncia spagnola pronuncia le parole importanti per la storia: “santa Teresa è la prima donna a cui la Chiesa conferisce il titolo di Dottore”.

Qui di seguito riportiamo il testo tradotto dell'omelia e il testo originale:

di Iacopo Iadarola 

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Ieri, nell’incontro coi giornalisti che si è tenuto in volo dallo Sri Lanka alle Filippine, Papa Francesco non ha mancato di ribadire il suo amore e la sua devozione per la nostra S. Teresina. Queste la affermazioni rilasciate nella parte finale dell’intervista: “Io ho l’abitudine, quando non so come vanno le cose, di chiedere a Santa Teresina del Bambin Gesù, che se lei prende in mano un problema, una cosa, mi invii una rosa, e lo fa, alcune volte, ma in modo strano. E così ho chiesto anche per questo viaggio che lo prendesse in mano e mi inviasse una rosa, ma invece di una rosa è venuta lei stessa a salutarmi. Grazie a Carolina, grazie tante a Teresina e a voi. Grazie. Buona giornata.” (La Carolina menzionata è Caroline Pigozzi, giornalista e scrittrice francese, che aveva offerto in dono al Pontefice un bassorilievo recante l’effigie di santa Teresina di Lisieux).

Riportiamo la testimonianza del vescovo carmelitano della diocesi di Morondava e attuale vicepresidente della Conferenza Episcopale del Madagascar, Mons. Fabien Raharilamboniaina, pubblicata sul numero di marzo-aprile 2014 della rivista "Madonna delle Laste", periodico del nostro convento di Trento.

mons.fabien

Il 28 marzo scorso alle 10.30 sono stato anch'io dal Papa per la visita "ad limina apostolorum" con gli altri vescovi del Madagascar. Eravamo in ventidue. Ognuno a suo turno si è presentato, io ero il quarto. Quando gli ho detto che sono carmelitano, il papa ha preso subito la parola dicendoci che voleva farci una confidenza sulla sua esperienza con santa Teresa di Gesù Bambino. L'ha conosciuta nel 1991, quando ha chiesto alla Santina una grazia ed era stato esaudito. Ha poi approfondito la sua spiritualità e ha letto i suoi Manoscritti autobiografici. Da allora ha avuto modo di meravigliarsi per quello che Teresa ha fatto per lui.