Cividino

MONASTERO DI SAN GIUSEPPE

foto chiostro 1 piccola

Via San Francesco, 7
24060 Cividino di Castelli Calepio (BG)

Orario delle S.Messe
Dal lunedì al venerdì ore 18.30
Sabato ore 7.00
Domenica e festivi ore 8.00

Orario di apertura della Chiesa
la Chiesa apre circa 40 minuti prima S. Messa
e chiude al termine della S.Messa

Contatti
Cell.  3393146372
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CENNI STORICI

Il monastero di Cividino, in origine convento dei Frati Minori Francescani della Provincia Lombarda, dal 11 giugno 2012 è abitato dalle sorelle Carmelitane Scalze.

La costruzione del convento si riallaccia alla fondazione del santuario della Madonna di Cividino sulla sponda bergamasca del fiume Oglio, avvenuta nel 1599. Diventato, questo, meta di molti pellegrinaggi, i Frati Minori Riformati di S. Maria delle Grazie di Bergamo, durante il Capitolo provinciale del 1609, decisero di costruire a Cividino, sulla sommità dell'alveo del fiume, un conventino per dare assistenza spirituale ai pellegrini. Nel 1637 i Frati Minori, a causa di alcune difficoltà sorte nella conduzione pastorale del santuario, decisero di abbandonarlo e di costruire, accanto al convento, una chiesa dedicata a S. Francesco, dove poter svolgere le opportune e debite funzioni liturgiche.

Nel corso degli anni il convento è stato oggetto di numerose vicissitudini: dalla soppressione napoleonica del 1810 che colpì il convento espropriandolo (fu riscattato nel 1847), ai bombardamenti del 1945, che provocarono numerosi danni alla struttura. Nel 1930 veniva costruita una nuova ala del convento e, nel 1966, ristrutturata la chiesa e rifatto il campanile (sorto già nel 1642), poi riportato alle sue forme originarie nel 1986.Il 10 giugno 2012 i Frati Minori lasciarono il convento definitivamente per donarlo alle sorelle Carmelitane Scalze.

 

 

a cura delle Carmelitane Scalze di Cividino

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Domenica, 19 marzo 2017, alle ore 15.00, nel monastero “s. Giuseppe” di Cividino (BG), sr. Giovanna del Padre e del Cuore Immacolato ha fatto la sua bella Professione solenne, in cui ha detto “sì” per sempre a Gesù. La s. Messa, presieduta da mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, è stata concelebrata da mons. Luigi Stucchi, Vescovo ausiliare di Milano, dal nostro Padre Provinciale, p. Aldino Cazzago, e da tanti sacerdoti e confratelli, provenienti soprattutto dai conventi di Brescia e Trento, con un nutrito gruppo dei nostri studenti  e novizi, che hanno trasmesso tutto l’affetto della famiglia carmelitana.

a cura delle Carmelitane Scalze di Cividino

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Tutti coloro che visitano un monastero carmelitano portano con sé la certezza di avere incontrato una famiglia religiosa "contenta", che sa trasmettere una gioia non di circostanza o epidermica, ma talmente reale da contagiare anche gli altri. In effetti, la gioia al Carmelo non è tanto un sentimento, che può accompagnare certi momenti belli della vita e poi passare, quando vengono meno le condizioni per assicurarlo.

a cura delle Carmelitane Scalze di Cividino

Vinea Carmeli-Galle

La ricreazione, che potrebbe solo sembrare un momento di svago e di sosta dalla fatica quotidiana, è in realtà una miniera da cui estrarre ricchezze incalcolabili per il proprio cammino personale e per quello comunitario. Che essa sia parte viva e integrante della nostra vita di preghiera, lo si può intuire anche solo dal fatto che sono prescritte due ore di ricreazione al giorno, come due sono le ore di orazione. "Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede" (1Gv 4,20): per questo la ricreazione (e tutta la vita comunitaria in generale) diventa prova del reale rapporto d'amore con il Signore che ogni sorella vive nel segreto della propria anima.

a cura delle Carmelitane Scalze di Cividino

pentolameAnche per una comunità teresiana, il lavoro è OBBEDIENZA a Dio, signore del tempo, che offre all'uomo peccatore la possibilità di guadagnarsi il pane col sudore della fronte, ma è pure occasione in cui si mettono a frutto i talenti che il Signore ha consegnato a ciascuna sorella, affinché siano utilizzati con sapiente umiltà e creatività per il bene comune.
Una comunità teresiana vive il lavoro come SERVIZIO, nella gioiosa e generosa disponibilità reciproca, che fa crescere la carità e l'unità nella comunità, ed insieme è aiuto ai fratelli e ai poveri
che, sempre più numerosi, bussano alla nostra porta.