castello nel cuore"Un castello nel cuore. Teresa d'Avila" è il titolo dell'opera teatrale co-prodotta dalla Provincia Veneta e dal Movimento Ecclesiale Carmelitano, in collaborazione con la Compagnia Argot Produzioni e che avrà come principale interprete Pamela Villoresi, una delle attrici più famose del teatro italiano.

Per la realizzazione di questo lavoro Papa Francesco, informato dell'iniziativa, con una sua lettera si è rallegrato del progetto ed ha voluto offrire la sua Benedizione Apostolica, ricordando l'importanza di essere "figli" della Chiesa come Santa Teresa.

Il progetto ha una portata nazionale: la sua "prima" si terrà a Roma, il giorno stesso del V° Centenario (28 marzo), e proposta con scena ridotta in S. Maria della Vittoria (dov'è la celebre "Estasi" del Bernini) in collaborazione con la Provincia del Centro-Italia; con scena più ampia, si svolgerà poi il 31 marzo nella splendida Aula Magna del Palazzo della Cancelleria di Roma, e a seguire con una serie di 10 repliche fino all'11 aprile. Questo programma è per altro inserito nel cartellone del Teatro Stabile di Roma, il Teatro Argentina.

Il testo dello spettacolo sarà pubblicato dalle Edizioni OCD e promosso in occasione delle serate, insieme ad un numero monografico su Teresa d'Avila della rivista Dialoghi Carmelitani.

di P. Aldino Cazzago ocd

thumb ballestrero cento«Sono stato in udienza il 29 marzo 1965,una bella udienza. Andai per presentare al Santo Padre l’autografo del Cammino di Perfezione restaurato, e poi l’edizione fac-simile … Io avevo chiesto l’udienza per tutti – per il gruppetto, cioè, di coloro che avevano lavorato – e invece quando siamo arrivati là, sono stato preso di sorpresa. Il prelato di turno infatti mi ha detto: “No, Padre, il Santo Padre desidera prima vedere Lei solo”. … Contento, però non ero preparato: è stato proprio un’udienza estemporanea, almeno da parte mia. Son stato un 18 minuti solo col Santo Padre. Poi dopo, quando ho finito, sono entrati tutti gli altri, proprio nello studio li ha fatti entrare, lì intorno al suo tavolo.

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«In questo mese ricordiamo il quinto centenario della nascita ad Ávila di Santa Teresa di Gesù. Il suo vigore spirituale stimoli voi, cari giovani, a testimoniare con gioia la fede nella vostra vita; la sua fiducia in Cristo Salvatore sostenga voi, cari ammalati, nei momenti di maggiore sconforto; e il suo instancabile apostolato inviti voi, cari sposi novelli, a mettere al centro Cristo nella vostra casa coniugale».

Con queste parole il Santo Padre ha ricordato oggi, 11 marzo 2015, durante l'Udienza Generale in Piazza S. Pietro, il quinto centenario dalla nascita della Santa Riformatrice, proponendola, ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, come esempio da imitare nella vita e nel rapporto personale e comunionale con Cristo.

Pubblichiamo l'intero testo dell'udienza e il video in cui viene mostrato al Papa il bastone di S. Teresa. Proprio oggi, infatti, il Camino de Luz, viaggio che accompagna la reliquia per tutto il mondo, ha avuto come tappa la città di Roma.

a cura delle Carmelitane Scalze di Cividino

pentolameAnche per una comunità teresiana, il lavoro è OBBEDIENZA a Dio, signore del tempo, che offre all'uomo peccatore la possibilità di guadagnarsi il pane col sudore della fronte, ma è pure occasione in cui si mettono a frutto i talenti che il Signore ha consegnato a ciascuna sorella, affinché siano utilizzati con sapiente umiltà e creatività per il bene comune.
Una comunità teresiana vive il lavoro come SERVIZIO, nella gioiosa e generosa disponibilità reciproca, che fa crescere la carità e l'unità nella comunità, ed insieme è aiuto ai fratelli e ai poveri
che, sempre più numerosi, bussano alla nostra porta.

a cura delle Carmelitane Scalze di Venezia

thumb rouault21G. Rouault, Volto SantoIl dono immenso che la nostra S. M. Teresa ci ha lasciato, e che costituisce il cuore vivo del Carmelo, è la ricerca costante e appassionata del Volto e della Persona di Cristo in tutto il Suo mistero. A tal fine Teresa ci educa fin dall’inizio al silenzio e alla solitudine, come spazio indispensabile all’anima per incontrare Cristo e rimanere con Lui.

Il silenzio, al Carmelo, è una Presenza piena di Dio in cui Egli si manifesta. Non è principalmente una mezzo ascetico, anche se agli inizi in parte deve esserlo. Veniamo infatti educate al silenzio di azione per mantenere viva la presenza di Dio. Ma soprattutto con l’esercizio dell’orazione teresiana acquistiamo il gusto di raccoglierci, lasciando cadere ogni distrazione e imparando a stare in silenzio alla presenza del Signore, che è  vivo e che ci attende. Ma crescendo l’anima nell’amore, il silenzio diventa un ambito infinito dove abitualmente l’anima contemplativa riposa e incontra Cristo nel Suo mistero di comunione con gli uomini. È così che essa diventa capace, per pura grazia, di accogliere e unirsi ai bisogni dei fratelli, che sono ormai parte vive del suo rapporto con Cristo. Nel silenzio ha imparato a rendersi totalmente aperta e disponibile all’Amore. Possiamo affermare che ciò che è l’aria per i polmoni, tale è il silenzio per l’anima innamorata. Per noi il silenzio è gioia, è pienezza di comunicazione e di Vita.

Potremmo dire che la gioia, caratteristica del Carmelo, nasce proprio qui: ha nel silenzio, abitato da Dio, le sue radici profonde e inalterabili.
Nel silenzio l’anima si apre al Mistero e poiché è nella fede che incontra Cristo, spesso avviene che il silenzio amoroso e vigilante dell’anima e il manifestarsi di Dio a lei, formino una cosa sola, quasi si identifichino nella pace.
È forse in questo senso che sr Elisabetta della Trinità poteva affermare: “Il silenzio è la tua lode”.

di P. Fabio Pistillo ocd

paolo-viPossiamo ascoltare una parte dell’omelia di Paolo VI per la proclamazione di santa Teresa dottore della Chiesa il 27 settembre 1970. Il Pontefice con una buona pronuncia spagnola pronuncia le parole importanti per la storia: “santa Teresa è la prima donna a cui la Chiesa conferisce il titolo di Dottore”.

Qui di seguito riportiamo il testo tradotto dell'omelia e il testo originale:

di P. Aldino Cazzago ocd

Taizé: la nascita di una nuova esperienza monastica

Frere RogerFrère RogerNell’agosto del 1940 il giovane calvinista Roger Schutz, era nato nel 1915, giungeva a Taizé, nei pressi di Cluny, con il desiderio di dar avvio ad una esperienza di vita religiosa e comunitaria. L’idea non giungeva come un fulmine a ciel sereno perché Roger il monachesimo lo conosceva davvero, avendo fatto la tesi di laurea a Losanna proprio sul monachesimo occidentale fino a san Benedetto. Nella città svizzera si era fatto anche promotore di incontri di preghiera e di riflessione con altri studenti universitari. A Taizé, in compagnia della sorella, Roger ha modo di offrire anche ospitalità a soldati ed ebrei in fuga. Nel 1949 a Pasqua i primi sette fratelli si consacrano definitivamente con l’impegno del celibato, della vita comune, della comunione dei beni e dell’obbedienza all’autorità. Iniziava così una storia che ben presto si diffonderà sempre più. 

300px-El caballero de la mano en el pecho by El Greco from Prado in Google EarthPubblichiamo questo interessante articolo di Fidel García Martínez, docente universitario in filologia romanza, per gentile concessione del giornale spagnolo Guadalajaradiario.es. 

In questo appena cominciato 2015 si celebrano due centenari di due nascite molto differenti ma collegate tra loro. Quello più importante è senza dubbio il V centenario della nascita della più grande scrittrice in lingua castigliana, come testimoniò Luis de Leòn quando affermò: «Dubito che ci sia all’interno della nostra lingua uno stile di scrittura che possa eguagliarsi a quello di S. Teresa». Per quanto riguarda il secondo centenario non si tratta della nascita di una persona, bensì della “Seconda Parte” del “Don Chisciotte” che compie il suo IV centenario di pubblicazione in questo stesso anno. È in questa “Seconda Parte” che è possibile ritrovare la vera essenza del romanzo cervantesco per le sue raffinate risorse e per il fatto che i protagonisti Don Chisciotte e Sancio vi si trovano perfettamente configurati.

(da Gente Veneta n. 48 del 20 dicembre 2014, p. 18)

“NON SIETE VUOTI.
SIETE DEGNI PERCHE’ SIETE ABITATI COMPLETAMENTE DA DIO”

La mistica di S. Teresa d’Avila per l’uomo di oggi

emils“Non siete vuoti. Siete degni perché siete abitati completamente da Dio che vi ama, vi perdona, è misericordioso; cercatelo perché lui abita dentro di voi e con l’aiuto della Chiesa lo troverete” riassume così la mistica di S. Teresa d’Avila padre Emilio José Martinez, Vicario Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, a Venezia per un intervento sul V centenario della nascita di santa Teresa, nel 2015, in qualità di responsabile del centenario nel mondo e di profondo studioso della Santa che ci suggerisce che il modo migliore per celebrare questo anniversario è “leggere Teresa, conoscerla, portarla nella nostra vita. Non possiamo limitarci a fare celebrazioni solenni, dobbiamo andare alla sua scuola frequentando i suoi figli e le sue figlie e leggendo le sue opere.”