Verona Tombetta

BASILICA SANTUARIO DI S. TERESA DI GESÙ BAMBINO

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Via Volturno, 1
37135 - VERONA (Tombetta, zona fiera)

Orario di apertura
Mattino 6,45-11,45 pomeriggio 15,00-19,45

Orario delle S. Messe
Feriali ore 7 – 8 – 9 – 10 – 16,30 – 18,30

Prefestive 16,30 – 18,30
Festive ore 7,30 – 8,30 – 9,30 – 10,30 – 12
                 16,30 – 18,30

Orario per le confessioni

Durante l’apertura della chiesa

Contatti
Tel 045500266/045505266
Cel 3208521966

Fax 045581214

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web http://www.santateresaverona.it/


CENNI STORICI

Nel 1810 il convento veronese dei Carmelitani Scalzi veniva soppresso e trasformato in carcere. Sul finire del secolo l’Ordine pensò di erigere un nuovo convento, ma solo con il Capitolo provinciale del 1900 si decise di dar avvio alla nuova fondazione appena fuori Porta Nuova nei pressi della località chiamata Tombetta. La signora Busti di Verona offrì generosamente un terreno di sua proprietà con la condizione di veder eretto lo chiesa e l’annesso convento.

Nel 1901 avvenne la posa della prima pietra della chiesa. Inizialmente (nel 1905) la chiesa era dedicata alla Sacra Famiglia; in seguito alla canonizzazione di S. Teresa di Gesù Bambino, il santuario sarà dedicato alla piccola carmelitana di Lisieux. Nel 1938 papa Pio XI elevò a Basilica il Santuario di S. Teresa e nel 1967 il Vescovo Carraro costituì in parrocchia la Basilica-Santuario teresiano.

L’originale facciata della chiesa in pietra di Avesa venne sostituita dall’attuale in cotto nei lavori di ristrutturazione del 1968. Il campanile che si erge elegante venne innalzato nel 1954. La porta bronzea centrale rappresenta i temi della piccola via di S. Teresa ed è stata realizzata da don Luciano Carnessali nel 1979.
L’ampia navata è corredata da otto profonde cappelle. L’artistica Via Crucis si compone di marmi locali e bassorilievi con marmo di Carrara. Le porte laterali sono sormontate dalle statue lignee di papa Pio X e Pio XI (che proclamò Teresina santa).

La cappella di S. Teresa del Bambin Gesù venne consacrata dal cardinale carmelitano Adeodato Piazza nel 1941. La zona del presbiterio è anticipata da un arco dipinto con santi carmelitani. Il ciborio fu inaugurato con l’altar maggiore nel 1929. Ideato secondo le linee delle arche scaligere, racchiude il gruppo ligneo monumentale della Sacra Famiglia e Teresina, opera del Moroder.

Il Santuario dispone di sale per l’accoglienza dei pellegrini e di sale per conferenze.

di P. Ermanno Barucco ocd

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Sullo Stendardo della Beatificazione di Teresa, avvenuta nel 1923, campeggiava in basso la scritta in latino «post meam mortem rosarum imbrem e coelo effundam» («dopo la mia morte farò cadere dal cielo una pioggia di rose»).

di Giancarlo Manni

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Nel 1969...

...i primi carmelitani arrivano per nave e si sistemano nel sobborgo di Itaosy della capitale Antananarivo e sono padre Sergio Sorgon e padre Gino Pizzuto, a cui si aggiunge dopo pochi mesi padre Angelo Doriguzzi. Incontrano un mondo lontano a loro pressoché sconosciuto e con una lingua molto difficile da imparare, ma si sentono accolti da persone generose e disponibili.

di P. Ermanno Barucco ocd

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Tra le statue realizzate da padre Marie-Bernard su santa Teresa di Gesù Bambino, alcune vogliono diffondere un aspetto della sua esperienza spirituale o della sua dottrina, altre rappresentano un momento particolare della sua vita ma sempre con l’intenzione di comunicare un messaggio. Tra queste ultime troviamo il gruppo scultoreo di “Teresa e il padre seduti su una panchina” che fu collocato nel giardino della loro casa dei Buissonnets nel 1931, proprio là dove l’episodio ebbe luogo il 29 maggio del 1887, giorno di Pentecoste. In realtà il padre Marie-Bernard realizzò solo un modellino mentre lo scultore vero e proprio fu Lucien Alliot.

Segnaliamo il calendario degli appuntamenti che si terranno presso il nostro santuario di Verona Tombetta dedicato a S. Teresa di Gesù Bambino, in preparazione alla sua festa!

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«Dio è qui! Come è presente! Come mi avvolge!», così esclama la giovane Elisabetta entrando nel monastero delle Carmelitane scalze di Digione. Si tratta di una tappa importante del suo percorso di fede già iniziato da bambina e da ragazza, un cammino che la renderà sempre più consapevole di essere “circondata dall’Infinito”. L’immagine che viene in mente è appunto quella dell’isola circondata dall’oceano, la metafora usata da filosofi come I. Kant e L. Wittgenstein, ma per affermare che ciò che occorre fissare non è tanto la costa di quell’isola bensì i “confini” dell’oceano infinito che l’avvolge.