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Segnaliamo ai nostri lettori qualche indicazione utile per prepararsi alla Settimana Santa in questo tempo di isolamento, riportando in calce alcuni pronunciamenti circa il sacramento della Penitenza e ricordando la possibilità di seguire le celebrazioni sui media vaticani nonché le iniziative digitali delle comunità della nostra Provincia veneta  (commenti al Vangelo, Messe in streaming, sussidi per la comunione spirituale ecc.)

Papa Francesco (omelia di venerdì 20 marzo 2020)

Torna dal tuo Papà, torna da tuo Padre. Lui ti aspetta. È la tenerezza di Dio che ci parla, specialmente in Quaresima. […] Pensiamo questo: tornare da Dio è tornare all’abbraccio del Padre (cf. Lc 15,20). E pensiamo a quell’altra promessa che fa Isaia: “Se i tuoi peccati sono brutti come scarlatto, io ti farò bianco come la neve” (cf. Is 1,18). Lui è capace di trasformarci, Lui è capace di cambiare il cuore, ma bisogna fare il primo passo: tornare. Non è andare a Dio, è tornare a casa.

La Quaresima punta sempre su questa conversione del cuore che, nell’abitudine dei cristiani, prende corpo nel sacramento della Confessione. È il momento per lasciare che Dio ci “imbianchi”, che Dio ci purifichi, che Dio ci abbracci.

Io so che tanti di voi, per Pasqua, andate a fare la Confessione per ritrovarvi con Dio. Ma tanti mi diranno oggi: “Ma padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché non si può uscire di casa? E io voglio fare la pace con il Signore, io voglio che Lui mi abbracci, che il mio Papà mi abbracci… Come posso fare se non trovo sacerdoti?”. Tu fai quello che dice il Catechismo. È molto chiaro, se tu non trovi un sacerdote per confessarti:

  • parla con Dio, è tuo Padre, e [pentendoti per aver peccato contro di lui che ti ama e che vuoi amare con tutto il cuore e sopra ogni cosa in forza del suo stesso amore]
  • digli la verità: “Signore, ho combinato questo, questo, questo… Scusami”.
  • E chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di dolore,
  • e promettigli: “Dopo mi confesserò [quando potrò], ma perdonami adesso”.
  • E subito tornerai alla grazia di Dio. [Ricevi già da Dio il perdono dei peccati.]

Tu stesso puoi avvicinarti, come ci insegna il Catechismo, al perdono di Dio senza avere un sacerdote “a portata di mano”. Pensateci: è il momento! Questo è il momento giusto, il momento opportuno. Un Atto di dolore ben fatto, e così la nostra anima diventerà bianca come la neve.

Sarebbe bello che oggi nei nostri orecchi risuonasse questo “torna”, “torna dal tuo Papà, torna da tuo Padre”. Ti aspetta e ti farà festa.

Conferenza Episcopale Italiana (Orientamenti per la Settimana Santa)

Si ricorda che in caso di estrema necessità l’atto di dolore perfetto, accompagnato dall’intenzione di ricevere il sacramento della Penitenza, da se stesso comporta immediatamente la riconciliazione con Dio. Se si verifica l’impossibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza, anche il solo desiderio di ricevere a suo tempo l’assoluzione sacramentale, accompagnata da una preghiera di pentimento (il Confesso a Dio onnipotente, l’Atto di dolore, l’invocazione Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di me) comporta il perdono dei peccati, anche gravi, commessi.

Concilio di Trento, Doctrina de Sacramento Paenitentiae, cap. 4 (25 novembre 1551)

Congregazione per la Dottrina della FedeOsservazioni circa il documento "La salvezza e la Chiesa" (18 novembre 1988) ("la nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 25 novembre 1989" citatissima su internet è in realtà inesistente e frutto di un refuso della CEI circolato viralmente, poi corretto su nostra segnalazione)

Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1452 (11 ottobre 1992)