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«Dì a loro che è stata l’Avvocata dei peccatori». È con queste parole che l’8 luglio 1519 la Vergine apparsa presso la cava dell’Oneto si congedava dal giovane veggente sordomuto. Il suo messaggio conteneva un cordiale invito alla conversione: «Va’ a dire a quelli di Adro che dove tu mi vedi sia fabbricata una chiesa e che si emendino di suoi peccati e mutino la vita in bene vivere, che santifichino le feste, che non bestemmino il nome santo di Dio...».

di F. Iacopo Iadarola ocd

sartre-1Sartre non ci piace: pur prescindendo da questioni confessionali, ci basterebbe la sua miope adesione allo stalinismo e maoismo (anche se poi ridimensionata) e alla proposta di depenalizzazione dei rapporti sessuali coi minori di quindici anni consenzienti (anche se allora condivisa da tanti altri raffinati intellettuali, ancora oggi molto di moda). Ma bisogna pur riconoscere a questo mostro sacro dell’esistenzialismo e dell’ateismo novecentesco una lucidità di pensiero che lo fa rimpiangere, se paragonato ai suoi attuali epigoni come Onfray o Odifreddi: “L’ateismo è la persuasione che l’uomo è un creatore, e che è abbandonato, solo, sul mondo. L’ateismo non è quindi un allegro ottimismo, ma, nel suo senso più profondo, una disperazione”. Un ateismo, quello sartriano, sempre in crisi con se stesso, consapevole del proprio dramma, della propria impermanenza e contraddittorietà: “La decisiva assenza di fede è una fede incrollabile”.

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Verona-Tombetta, domenica 20 dicembre 2015. Scelta come santuario giubilare, la nostra basilica di Santa Teresa di Gesù Bambino ha visto aprirsi la sua porta santa l’ultima domenica di Avvento, all’inizio della Santa Messa solenne delle 10.30, presieduta da don Alessandro Bonetti, vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Verona.

di F. Iacopo Iadarola ocd

Zurbarán GiovannidellacroceZurbarán - Giovanni della Croce

In uno stesso giorno, 11 aprile 2015, Papa Francesco ha emanato due documenti in cui sono citati due dei nostri Dottori della Chiesa: S. Teresa di Gesù Bambino e S. Giovanni della Croce.

Il primo è la Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, un gioiello che è quasi una piccola enciclica e nel cui cuore è incastonata una delle più celebri affermazioni del nostro Padre S. Giovanni della Croce. Siamo nel paragrafo 15 della Bolla, in cui si esorta la Chiesa e riprendere con entusiasmo la pratica delle opere di misericordia corporali e spirituali: "In ognuno di questi “più piccoli” è presente Cristo stesso. La sua carne diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga… per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura. Non dimentichiamo le parole di san Giovanni della Croce: «Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore»".
Queste sono tratte dall'opera minore Parole di luce e amore, 57 (S. Giovanni della Croce, Opere, Edizioni OCD 2012, p.1091) e continuano in questo modo: "Impara ad amare Dio come Egli vuole essere amato e lascia il tuo modo di fare e di vedere".

benedettogiovannifrancesco

Celebriamo l'odierna solennità del santo padre Giovanni della Croce ricordando una sua celebre frase citata nel discorso di Benedetto XVI alla confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia e dei donatori di sangue "Fratres" (10/2/07):