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Annunciamo con gioia la prossima creazione a cardinale di Anders Arborelius, nostro confratello svedese attualmente vescovo di Stoccolma. Lo ha detto ieri Papa Francesco al termine del Regina Coeli, annunciando anche la data della effettiva nomina al cardinalato, che si terrà durante il concistoro del prossimo 28 giugno. 

Ecco un breve profilo biografico del nostro nuovo cardinale (attualmente l'unico carmelitano a rivestire la porpora cardinalizia, nonché il primo cardinale scandinavo della Storia della Chiesa!):

Nato nel 1947 a Sorengo (Svizzera) da genitori svedesi, è cresciuto a Lund, nella Svezia meridionale. Dopo aver praticato la fede cristiana nella confessione luterana, a vent'anni si è convertito al cattolicesimo e nel 1971, affascinato dalla lettura di S. Teresa di Gesù Bambino, è entrato nel nostro Ordine dei Carmelitani Scalzi. Ha studiato teologia a Bruges, dove ha preso i voti, e presso la nostra facoltà teologica del Teresianum a Roma. Nel 1979 è stato ordinato sacerdote dall'allora vescovo di Stoccolma Hubertus Brandenburg. Per molti anni ha vissuto nel convento di Norraby, nel comune di Svalöv, nel sud della Svezia.

di P. Giacomo Gubert ocd

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Entrando nel clima di celebrazioni dei Trattati di Roma del 25 marzo 1957, nel tentativo di intravvedere un punto di ripartenza del progetto europeo, oggi in evidente stallo, mi sono scontrato con un dato sociale apparentemente estraneo a cui vorrei tuttavia dare un certo risalto.

Da un lato si possono infatti trovare ragioni di crisi interne allo stesso progetto europeo, così come fu delineato dai suoi tre grandi padri cattolici: Alcide Degasperi, Robert Schuman e Konrad Adenauer. Esse, tutte da discutere, perché ogni aspetto di un sistema istituzionale, per di più sovranazionale, comporta una serie di conseguenze ai vari livelli di governo, possono tuttavia essere ridotte a due di ordine generale. La prima ragione di crisi è antica e coincide di fatto con la morte di Alcide Degasperi: la bocciatura del Comunità Europea di Difesa per opera della Francia (30 agosto 1954) ha bloccato irrimediabilmente l’integrazione europea in un ambito di vitale importanza che avrebbe dovuto affiancare se non precedere l’integrazione economica. Il dover abbandonare un’opera evidentemente incompiuta in questo aspetto centrale fu probabilmente l’ultima purificazione che Alcide Degasperi sperimentò nella sua morte cristiana.

di Alessandro Futia

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Il 2017 è un anno di anniversari che non possono passare inosservati, ciascuno dei quali rimanda a un evento talmente potente da aver modificato per sempre il contesto in cui si è realizzato. Solo per citare alcuni di essi ricordiamo la “Rivoluzione d’ottobre” la quale nel 1917, all’interno della più estesa rivoluzione russa, trasformò gravemente il volto della Russia e influì su molte altre nazioni. Nello stesso anno le apparizioni della Vergine Maria ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, nella sperduta località di Cova da Iria, diocesi di Fatima, richiamarono l’attenzione del mondo alla fede in Gesù Salvatore e all’intercessione di Maria nell’urgente questione della pace tra i popoli. Ultimo tra quelli che vengono riportati qui, ma non il meno importante, è l’anniversario della Riforma luterana avviata cinquecento anni or sono dall’agostiniano Martin Lutero, con la provocante affissione delle sue novantacinque tesi sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg. Quest’ultimo avvenimento ha profondamente cambiato le convinzioni religiose della cristianità occidentale e conseguentemente la cultura e l’economia di molte nazioni europee. Proprio in merito al quinto centenario della “Riforma” Papa Francesco, volendo proseguire quel dialogo intrapreso dai suoi predecessori con le Chiese separate, ha inteso prendere attivamente parte a tale commemorazione sia personalmente che attraverso suoi rappresentanti, affinché essa diventi un punto di riavvicinamento tra la Chiesa cattolica e le Chiese riformate.

di P. Aldino Cazzago ocd

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In questi giorni, tra le molte immagini provenienti dalle zone del terremoto e che affollano la nostra mente, una merita particolare considerazione. Si tratta di quella della chiesa della metà del ’400, dedicata a S. Agostino, nel paese di Amatrice. Dopo essere stata gravissimamente lesionata dal terremoto di fine agosto dello scorso anno, con la scossa di fine gennaio ha subito anche il crollo della parete destra e del tetto. A metà dello stesso mese era poi rotolato al suolo ciò che restava del già monco campanile.

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Ricorrendo quest'oggi Il Giorno della Memoria dell'Olocausto cogliamo l'occasione per indicare ai nostri lettori un articolo-recensione apparso su L'Osservatore Romano, dedicato al libro recentemente pubblicato Più forti della armi. Dietrich Bonhoeffer, Edith Stein, Jerzey Popieluszko di A. Palini, in cui viene rievocato e contestualizzato l'agire profetico di questi tre grandi personaggi nell'infuriare delle persecuzioni totalitarie, specialmente quelle del nazismo: «quelli che capiscono che tutto questo è la Croce di Cristo, dovrebbero prenderla su di sé in nome degli altri».