di P. Aldino Cazzago

st jos s1. Il secondo aspetto della vita e della dottrina di Teresa di Gesù sul quale si sofferma papa Francesco nel suo Messaggio è quello della preghiera. La vita di questa monaca carmelitana di clausura del XVI secolo, pur tra mille travagli affrontati per la fondazione di 16 monasteri, è stata un’esistenza radicata e resa feconda proprio dalla preghiera, vissuta come luogo dell’esperienza dell’amore e della volontà di Dio e verifica dell’amore del prossimo (cfr. Mansioni, 5,3,7-8)

In lei la frattura tra vita e preghiera, tra cose dell’uomo e quelle di Dio, che così spesso segna le nostre esistenze, non ha trovato luogo. E questo per una semplice ragione: ha ritenuto che Dio non fosse degno solo della sua ragione e della sua intelligenza, ma anche del suo cuore, e in definitiva, della sua capacità di amare. Come ha ricordato papa Francesco, riportando le parole stesse di santa Teresa, nel pregare «l’essenziale non è già nel molto pensare, ma nel molto amare» (Mansioni, 4,1,7).

di P. Aldino Cazzago

stberninis1. Il primo elemento che, a partire dalla vita di santa Teresa di Gesù, papa Francesco mette in risalto nel suo Messaggio al vescovo di Avila è quello della gioia. È un tema per il qualeegli prova una particolare sensibilità e attrattiva, una sorta di simpatia, come dimostrano, prima, il titolo stesso della sua esortazione apostolica Evangelii gaudium, la gioia del Vangelo, poi l’espressione “gioia del Vangelo” che in essa ricorre 5 volte e infine le quasi 80 volte in cui il solo termine “gioia” ricorre nel testo.
La gioia, non servirebbe ripeterlo, oltre ad occupare un posto rilevante nella Rivelazione, dalla Creazione alla Pasqua (cfr. EG,nn. 4-5), è per papa Francesco un principio nell’ottica del quale guardare la vita del credente e della Chiesa: “La gioia del Vangelo … riempie la vita della comunità dei discepoli” (EG, n. 21). In definitiva, “il Vangelo, come egli ha ribadito al vescovo di Avila, non è un sacco di piombo che si trascina pesantemente, ma una fonte di gioia che colma di Dio il cuore e lo spinge a servire i fratelli!”.

Sala Clementina, Venerdì 7 novembre

Cari fratelli,
vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra accoglienza, in particolare ringrazio il Padre Presidente per aver introdotto questo nostro incontro, che si pone al termine della vostra Assemblea nazionale. Alla luce di quello che ho sentito del vostro lavoro, vorrei condividere con voi alcuni punti di riferimento per il cammino.
Prima di tutto, la vita religiosa aiuta principalmente la Chiesa a realizzare quell’"attrazione" che la fa crescere, perché davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda "che cosa c’è qui?", "che cosa spinge questa persona oltre l’orizzonte mondano?". Questa direi è la prima cosa: aiutare la Chiesa a crescere per via di attrazione. Senza preoccuparsi di fare proseliti: attrazione!

papa francesco cism

di P. Rodolfo Girardello ocd

anastasioQuando il già famoso cardinale e padre Ballestrero moriva nel giugno 1998 nel suo ritiro di Bocca di Magra, in tutto l'Ordine si pensava quanto avesse lavorato e - soprattutto ultimamente - pregato per la Chiesa e per il Carmelo. Se lo si andava a salutare, lo si trovava sempre in atteggiamento contemplativo, pronto però a dire anche due parole di fede e amicizia, come gli veniva spontaneo con quel suo stile affascinante. Era davvero un uomo da proporre ai giovani e ai vecchi; e infatti piaceva agli uni e agli altri. E adesso la Chiesa torinese ha accettato di introdurre la sua causa di beatificazione (cfr. Avvenire, 10 ottobre).