di P. Aldino Cazzago ocd

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In questa prima settimana del nostro avvento attingeremo a piene mani ai tesori spirituali della tradizione bizantina, e in particolare a quella più direttamente legata alla figura della Madre di Dio. Il Concilio Vaticano II ci ricorda che «gli orientali» venerano «la Madre di Dio, sempre vergine, con ardente slancio e animo devoto» (Lumen gentium, n. 69).

A modo di premessa diamo uno sguardo generale a come la liturgia bizantina prepari i cristiani dell’Oriente ad accogliere la venuta del Figlio di Dio tra gli uomini. Diciamo subito una diversità rispetto all’anno liturgico. Mentre il nostro inizia verso la fine di novembre in una data diversa di anno in anno, quello bizantino iniziava e inizia oggi sempre il primo di settembre. Ai tempi dell’impero bizantino il 1° settembre cominciava, infatti, il calendario civile.

Sebbene nella tradizione liturgica bizantina non esista un periodo di tempo corrispondente a quello che nella tradizione occidentale e romana è detto dell’Avvento, tuttavia la preparazione alla nascita del Signore è ugualmente sentita anche presso i cristiani orientali.

La cosa forse ci stupirà, ma dal 15 novembre, per prepararsi al Natale, gli orientali cominciano un periodo di 40 giorni di digiuno, chiamato «Quaresima di Natale». Nella Chiesa orientale i vari digiuni non hanno primariamente un carattere ascetico, ma cultuale e sacramentale. Con il digiuno il cristiano vuole anzitutto prendere parte al mondo celeste e al culto di lode che qui gli angeli rendono a Dio. Il vero cibo non è quello terrestre e materiale, ma quello della Parola di Dio. Ogni cristiano sa che la nascita di Cristo segna il punto di arrivo di quella lunga storia di salvezza che Dio ha iniziato con il popolo eletto d’Israele. Nel calendario liturgico bizantino di dicembre si ricordano, perciò, alcuni personaggi biblici che hanno segnato questa storia e preparato con il loro annuncio la venuta del Messia. Così nei primi tre giorni di dicembre si ricordano i profeti Naum, Abacuc e Sofonia, vissuti sette secoli prima di Cristo. Di Abacuc si canta così: «Stando sulla divina vedetta, il venerabile Abacuc ha udito il mistero ineffabile del tuo avvento fra noi, o Cristo, e profetizza l’annuncio che si farà di te, poiché vede in anticipo i sapienti apostoli come cavalli che sconvolgono il mare delle genti numerose».

Il 16 dicembre si fa memoria del profeta Aggeo che, dopo l’esilio babilonese, incoraggiò la ricostruzione del Tempio perché proprio in esso sarebbe entrato il Messia. Il giorno dopo, il 17, si ricorda il profeta Daniele che scandisce i tempi dell’antica alleanza verso la conclusione definitiva con le sue 70 settimane d’anni. Una preghiera di questo giorno lo descrive come l’annunciatore della divinità di Cristo e della divina maternità di Maria: «Si onori ora Daniele, sommo tra i profeti: egli vide infatti il Cristo Dio nostro come pietra tagliata, non per mano d’uomo, dal monte che è la pura Madre di Dio».

Nelle due domeniche che precedono il Natale si ricordano rispettivamente tutti i progenitori di Cristo da Adamo a Giovanni Battista, e tutti gli antenati del Signore di stirpe regale e discendenti di Davide. Il 25 dicembre è il giorno in cui si celebra - come dice il calendario bizantino - «il Natale secondo la carne del Nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo». Nascendo nella carne, il Figlio di Dio fa il suo ingresso nella storia degli uomini e di questa storia sarà anche il Signore.

I 40 giorni che precedono il Natale sono segnati anche da due importanti feste mariane. La prima cade il 21 novembre ed è la Presentazione di Maria al Tempio, come recita il nostro calendario liturgico, o l’Ingresso della Madre di Dio nel tempio, come si legge in quello bizantino. Questa festa è più sentita in Oriente che in Occidente perché inizia con un giorno di vigilia in cui già si anticipano i temi centrali della festa (la gioia di tutto il creato e del cielo perché Dio farà di Maria il suo vero tempio) e si prolunga fino al giorno 25: «Oggi il tempio vivente della santa gloria del Cristo Dio nostro, la pura, la sola benedetta tra le donne, è presentata al tempio della Legge per dimorare nel Santo dei Santi».

La seconda è denominata Concezione di Anna, la madre della Vergine Maria e viene ricordata il 9 dicembre. In questa festa si fa memoria di colei che, secondo la tradizione dei Vangeli apocrifi, fu la madre di Maria. Anna, benché sterile, diede al mondo la madre del Signore Gesù. Il ruolo determinante di Maria Madre di Dio è infine messo in risalto da questa preghiera che si recita ai vespri del 24 dicembre: «Cosa ti offriremo, o Cristo, per esserti mostrato sulla terra come uomo? Ognuna delle creature da te create ti offre infatti la sua riconoscenza: gli angeli, il canto; i cieli, la stella; i Magi, i doni; i pastori, la loro ammirazione; la terra, una grotta; il deserto, un presepio; ma noi, una Madre Vergine. O Dio esistente prima dei secoli, abbi pietà di noi!».