L'io e Dio

 

“L’io e Dio”. Si intitola così la serie di contributi che propongono un approccio culturale all’io contemporaneo e al suo rapporto con Dio. L’appuntamento è ogni 15 giorni.

 

di P. Tarcisio Favaro ocd

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Ero ancora uno studente di teologia quando un mio confratello scrisse un articolo con questo stesso titolo. Mi ha colpito quell’aggettivo legato alla Pasqua. E’ un aggettivo qualificativo, qualifica la festività. Nella mia memoria la Pasqua era sempre stata espressione di gioia, di vita, di rivincita della vita, di primavera, di campane ecc. Certamente conoscevo i vangeli pasquali e il fatto di Gesù che, di nuovo fra i suoi, mostrava le sue piaghe. Ma non ci pensavo, o l’abitudine mi rubava la novità e la stranezza di queste ferite: come può essere la vita ferita nel giorno della risurrezione?

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Pubblichiamo una breve riflessione particolarmente adatta a questo tempo carico di dolore e di morte. Cristo Risorto cerca anche oggi persone disponibili a farsi carico di queste ferite.

di Elio Guerriero

Sulla via della croce si muovono tante persone. Alcune ostili, altre favorevoli, la maggior parte indifferenti. Ve n’è uno, tuttavia, che, pur non essendo tra i discepoli di Gesù, gli presta un aiuto prezioso. Si tratta di Simone di Cirene, probabilmente un ebreo originario della Libia, che si era trasferito a Gerusalemme da non molto tempo. Un caso non strano né raro.

di P. Ermanno Barucco ocd

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Perché la morte?

In questi giorni stanno morendo tante persone a causa del (nuovo) coronavirus, soprattutto anziani ma anche gente più giovane. Nessuno può ritenersi immune dal virus e dalla morte, anche se fortunatamente di bambini e di giovani defunti non se ne registrano o se ne registrano assai pochi. La morte, che pensavamo di aver allontanato da noi grazie alla scienza e al progresso umano, si è fatta di nuovo vicina.

di P. Fabio Silvestri ocd

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Come l'erba sono i giorni dell'uomo, come il fiore del campo… / Lo investe il vento e più non esiste e il suo posto non lo riconosce” (Sal 112,15). Avremo già sentito chissà quante volte queste parole del Salmo e, chissà quante volte, le abbiamo pregate. Ma è diverso rileggerle e pronunciarle oggi, mentre il timore per il contagio del coronavirus sta cambiando le preoccupazioni e il senso delle nostre giornate.