L'io e Dio

 

“L’io e Dio”. Si intitola così la serie di contributi che propongono un approccio culturale all’io contemporaneo e al suo rapporto con Dio. L’appuntamento è ogni 15 giorni.

 

di P. Ermanno Barucco ocd

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Dopo l’Ascensione in cielo, Gesù risorto non apparve più ai suoi discepoli come aveva fatto mostrandosi «a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio» (At 1,3). Mentre i discepoli lo guardavano, Gesù fu elevato in cielo, e due uomini in bianche vesti annunciavano che «Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo» (At 1,11), cioè, come sottolineano alcuni commentatori di questo passo della Scrittura, Gesù viene ancora tra noi ma «sottratto ai nostri sguardi» (cf. At 1,9).

di P. Ermanno Barucco ocd

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Un diverso approccio completa il testo già dedicato tempo fa al Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, questa volta “guardando Gesù che ci guarda”, come diceva santa Teresa d’Avila, e pregando:

Salvator mundi è il tuo Nome, o Gesù, nel quale solo c’è salvezza, per tutti, per il mondo intero.

di P. Ermanno Barucco ocd

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Il film statunitense dal titolo “Dio non è morto”, del 2014, si basa sul fondamento, legittimo, che ogni uomo possa arrivare con la sua ragione ad ammettere la possibilità dell’esistenza di Dio, anche se ciò non significa ancora credere in Dio.

di P. Fabio Roana ocd

cropped-cropped-m16 prom-23-6-07 am36 10p15m st102x2 s53"I pilastri della creazione": fotografia scattata nel 1995 dal telescopio Hubble. Si tratta di colonne di gas interstellare e polveri visibili nella Nebulosa Aquila

È recente la notizia che un famoso astrofisico, Stephen Hawking, dopo aver affrontato per decenni il disfacimento del suo corpo causato da una malattia degenerativa, dando grandi frutti di conoscenza scientifica, è morto. I notiziari dicono che ha cercato di unire le leggi dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande in una teoria unificata dell’universo, una sorta di “formula di Dio”, come direbbe qualcuno, anche se in realtà, in quanto ateo, sembra che lo scienziato inglese non contemplasse la necessità del trascendente.