L'io e Dio

 

“L’io e Dio”. Si intitola così la serie di contributi che propongono un approccio culturale all’io contemporaneo e al suo rapporto con Dio. L’appuntamento è ogni 15 giorni.

 

di P. Marco Sgroi ocd

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«Adesso chiudi dolcemente gli occhi e stammi ad ascoltare...

...sono solo quattro accordi ed un pugno di parole / più che perle di saggezza sono sassi di miniera / che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera». Con queste parole si aprono le finestre dell’anima di Simone Cristicchi e della sua Abbi cura di me, canzone in gara alla 69° edizione del Festival di Sanremo dedicato alla canzone italiana.

di F. Iacopo Iadarola ocd

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La luna, ab immemorabili, è simbolo della Chiesa madre e sposa, astro che riflette la luce di Cristo, il Sole suo sposo che la vivifica e la feconda. I Padri si sono effusi in immagini di vertiginosa poesia per esprimere questo mistero: mysterium Lunae è il celebre capitolo di Hugo Rahner che esaustivamente ce lo ricorda, sciorinando incantevoli citazioni che spaziano da Erma a Beda1.

di P. Ermanno Barucco ocd

Arcabas Natale© Arcabas, by SIAE 2019.

“Il Polittico dell’infanzia di Cristo” di Arcabas

L’arte sacra contemporanea può farci contemplare il mistero di Dio che si è fatto uomo? C’è bisogno allora di un’arte bella, di un’arte “cristiana”, non solo nel tema scelto ma anche nel modo di rappresentarlo. C’è bisogno di un’arte che nasce dalla fede in Cristo e che si sviluppa come un “vangelo in immagini”. C’è bisogno di un’arte che ci apra alla preghiera e la sostenga. L’arte di Arcabas (1926-2018), pittore francese contemporaneo recentemente scomparso, ne è un’espressione. Arcabas è un nome d’arte, il suo vero nome è Jean Marie Pirot.

di P. Ermanno Barucco ocd

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In un precedente contributo abbiamo considerato come i giovani guardano alla bioetica attraverso il film del 2016 “Io prima di te”. L’affascinate, atletico e brillante giovane manager Will resta paralizzato in un incidente e ritiene che la sua vita non valga più la pena di essere vissuta tra le sofferenze e sottoposto a terapie inefficaci. I suoi genitori assumono la giovane Lou per fargli compagnia. Imbranata e ridicola ma piena di vita, Lou risveglia in Will il desiderio di fare le cose e di amare, ma neppure questa storia sentimentale riesce a fargli cambiare l’idea di andare in Svizzera per morire tramite suicidio assistito. Alla fine, seppur contraria alla scelta di lui, Lou lo raggiunge in Svizzera, dove ci sono già i genitori di lui, per stargli vicino. Riflettevamo sul fatto che, però, i giovani sanno discernere i messaggi a favore della “dolce morte” e li rifiutano, poiché avvertono la tentazione della complicità nella morte che vorrebbe rivestire di sentimento e amore ciò che invece amore non è.