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Mauranne, 20 anni, era studentessa di Medicina a Marsiglia. Laura, 21 anni, era studentessa di infermieristica a Lione. Mentre erano fuori dalla stazione “Saint Charles” di Marsiglia domenica 1° ottobre, perché Laura era andata a trovare sua cugina Mauranne, sono state attaccate e uccise con un coltello da un uomo tunisino che gridava “Allah Akbar”. L’uomo è stato poi abbattuto dai militari che presidiavano la stazione. I funerali di Mauranne e Laura sono stati celebrati giovedì 5 ottobre nella chiesa di Eguilles, nei pressi di Aix-en-Provence. Il vescovo di Marsiglia, Mons. Georges Pontier, che ha presieduto la cerimonia, ha pronunciato la seguente omelia.

Cari genitori, e voi sorelle e fratelli di Mauranne e Laura, e voi loro familiari e amici più prossimi, i vostri cuori sono feriti e affranti dal momento della giornata di domenica scorsa in cui avete appreso l’orribile dramma che era appena avvenuto sul piazzale della stazione “Saint Charles” a Marsiglia. E da allora, qualcosa di simile a ciò che scriveva l’autore del Libro delle Lamentazioni può evocare ciò che voi vivete: «Ho dimenticato cos’è la felicità, è bandita dall’anima mia la pace» (cf. Lam 3,17).

E noi che siamo accorsi oggi qui intorno a voi, numerosi, molto numerosi, vorremmo prendere almeno un po’ del vostro fardello (cf. Mt 11,28) perché sia meno pesante per voi da portare. Noi sappiamo che a voi tocca portare il peso più gravoso, come una di quelle ferite che non si cicatrizzano mai totalmente. L’omicidio di Mauranne e Laura resterà come un avvenimento incomprensibile, rivoltante, esecrabile, infinitamente doloroso.

Voi non siete soli. Gli universitari che studiavano insieme a Mauranne e Laura, e molti altri, hanno voluto essere qui per proclamare la forza dell’amicizia e della fraternità.

Ho dimenticato cos’è la felicità, è bandita dall’anima mia la pace

«Ho dimenticato cos’è la felicità, è bandita dall’anima mia la pace» (cf. Lam 3,17). Non sono il più adatto per evocare la felicità vissuta con e grazie a Mauranne e Laura. Voi le conoscevate bene, è la vostra storia. Voi le evocate e le evocherete spesso, ne sono certo. Questo aiuta a vivere ed è proprio vero: la loro “complicità” era bella; la loro ricca personalità splendente, erano aperte agli altri e sapevano donarsi, al centro ricreativo o con gli Scouts. Si preparavano per curare e sostenere i malati. Erano dalla parte della vita. Osare pensare ciò, ci rende felici questa mattina. Mauranne e Laura hanno donato gioia di vivere e ne hanno ricevuta. Grazie alla nostra fede, possiamo rendere grazie per questi anni di felicità interrotti troppo presto. Ci rendiamo ben conto che Dio ci ha chiamato alla vita per questo: per donarci reciprocamente vita, amore, sostegno, felicità.

Siamo sbigottiti e basiti nel vedere che sulla nostra Terra oggi ci sono persone che non sopportano che altri vivano felici, semplicemente felici di donarsi reciprocamente vita. Queste persone distruggono, uccidono. E uccidono selvaggiamente, e poi si uccidono per essere gradite a Dio! Questo non ha senso! È una falsità gridare il nome di Dio nel momento in cui si uccidono i Suoi figli.

Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro

Oggi comprendiamo in una maniera nuova questo grido di Cristo: «Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (cf. Mt 11,28). Non soltanto lo comprendiamo, ma ne abbiano anche bisogno. Noi abbiamo bisogno di Colui che potrà ridonarci la vita, ridonare senso al fardello che la vita quaggiù ci infligge. E noi siamo commossi per il fatto che Colui che dice ciò è lo stesso che conoscerà la morte ignobile e ingiusta della Croce. Per questo è venuto: per aprirci uno spiraglio di luce e di vita nelle tenebre dell’assurdo e della morte. È venuto, dall’aldilà della morte, verso i suoi discepoli per continuare quel legame di amore e di vita che per un istante la crudeltà degli uomini aveva spezzato. I discepoli di Gesù hanno sperimentato che la morte non distrugge ogni sorta di presenza e che la comunione del cuore, fatta di pensieri, d’amore e di speranza, ci è donata, è possibile fino al giorno in cui Colui che ci ha fatto per la vita ci riunirà in Lui.

Sì, veramente, l’amore non muore mai. L’amore di Dio per noi non muore mai, è la nostra fede. Questa fede si fonda sulla morte e sulla resurrezione di Cristo per noi e per la moltitudine. Noi proclamiamo questa fede: il Dio dei Viventi non abbandonerà nella morte Mauranne e Laura. I loro nomi sono scritti nel Suo cuore.

Cari amici, ascoltate Cristo che nel momento della prova vi sussurra: «Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro, perché sono mite e umile di cuore» (cf. Mt 11,28-29).

E noi che siamo qui così numerosi, sappiamo essere degli amici della pace, degli amici della vita. Che le nostre parole e i nostri gesti di gioia e di solidarietà facciano tacere il grido dell’odio e della violenza che non provocano che la morte.

Vergine Maria, tu che hai pianto ai piedi della croce di tuo figlio, facci sentire la tua tenerezza e la tua presenza che ci consolano. Amen.

+ Georges Pontier, vescovo di Marsiglia

Traduzione dal francese:
https://marseille.catholique.fr/Sepulture-de-Mauranne-et-Laura